Le diete “low carb” sono caratterizzate da un rapido dimagrimento, senza però favorire l’aumento della massa magra rispetto a quella grassa. È proprio per questo che, secondo alcuni nutrizionisti, una volta terminata la dieta, i benefici ottenuti scompaiono dopo poco tempo.

In questo articolo scopriamo le caratteristiche di questo tipo di dieta, se permette realmente di dimagrire e se fa bene o male alla salute.

Come funziona la dieta low carb? Fa dimagrire davvero?

La dieta low carb è caratterizzata dalla riduzione drastica (ed a volte all’eliminazione) dei carboidrati dall’alimentazione quotidiana.

Riducendo al minimo l’apporto di carboidrati il peso corporeo comincia a diminuire in maniera molto rapida, fin dai primi giorni, garantendo così risultati tangibili a chi intende dimagrire velocemente.

Esistono due tipi di dieta low carb a seconda della percentuale di carboidrati assunti durante la giornata, rispetto ai lipidi ed alle proteine:

  1. Dieta low carb con <30% di carboidrati
  2. Dieta low carb con <10% di carboidrati

Entrambe permettono di perdere peso in maniera rapida, ma i chili persi nei primi giorni sono soprattutto liquidi, che potrebbero essere recuperati appena avviene la reintegrazione dei carboidrati.

Sin da quando questa dieta è arrivata in Italia, medici ed esperti del settore si sono scontrati riguardo l’efficacia di questa dieta e soprattutto sulla pericolosità per il corpo umano. Infatti, sebbene si riesca a perdere peso abbastanza facilmente, sono molte le controindicazioni di questo tipo di alimentazione, il che la rende una dieta difficile da seguire se non sotto il diretto controllo di un medico nutrizionista.

La dieta low carb fa male? Conseguenze sul corpo confermate dalla ricerca

Secondo gli esperti che affermano che le diete low carb siano nocive, sono molte le conseguenze che può subire il corpo umano a seguito della diminuzione drastica dei carboidrati, tra cui:

  • carenza di vitamine,
  • carenza di fibre,
  • carenza di calcio,
  • rallentamento del metabolismo,
  • aumento dell’insulina,
  • affaticamento del fegato,
  • affaticamento dei reni,
  • stanchezza perenne,
  • alitosi,
  • nervosismo immotivato.

Una delle controindicazioni più comuni della dieta low carb è proprio quella di non poterla mai smettere, a causa del grosso rischio di riprendere in brevissimo tempo i chili persi e rischiare di tornare ancora più grassi di prima.

Una tra le fonti più autorevoli della ricerca recente, è quella del Lancet Public Health del Brigham and Women Hospital di Boston, secondo cui per riuscire a vivere più a lungo è fondamentale ridurre i carboidrati dall’alimentazione, ma non eliminarli. L’apporto di carboidrati corretto dovrebbe essere intorno al 50% dell’energia totale durante l’arco della giornata, se consumati in maniera molto inferiore o superiore potrebbe portare all’aumento del rischio di mortalità.

Sono numerose le ricerche che hanno dimostrato che le diete a basso consumo di carboidrati sono associate ad una diminuzione dell’aspettativa di vita.

Come rendere efficace una dieta low carb

Secondo molti medici la dieta low carb è efficace se inserita in una strategia più ampia, in cui questo tipo di alimentazione viene mantenuta per un breve periodo per permettere una rapida diminuzione di peso.

Inoltre, per rendere efficace la dieta low carb sarebbe opportuno riuscire a ridurre l’apporto di carboidrati semplici rispetto a quelli complessi, favorendo la perdita di peso accompagnata ad uno stato di salute migliore; questo perché i carboidrati complessi necessitano di più tempo per essere digeriti, dunque aumentano la sensazione di sazietà, evitando l’insorgenza di pericolosi picchi glicemici.

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