Non c’è pace per il leader della Lega Matteo Salvini.

Se la questione migranti tiene banco da un mese e le posizioni del capo del Viminale sono particolarmente contestate, non solo quello pare essere il problema.

Già si era parlato di milioni di euro nascosti e “rubati” dalla Lega molti mesi fa, ma la questione pareva aver avuto una battuta d’arresto.

Nella giornata di ieri, però, ecco arrivare la condanna in primo grado all’ex leader del Carroccio Umberto Bossi.

Il ricorso della Cassazione

La cassazione accoglie il ricorso sporto dall’ex pm della città di Genova contro la Lega e continua a procedere per la sua strada.

Stando alle parole della Cassazione “Ovunque venga rinvenuta» qualsiasi somma di denaro riferibile alla Lega Nord – su conti bancari, libretti, depositi – deve essere sequestrata fino a raggiungere 49 milioni di euro”.

Questa vera e propria sentenza si abbatte sul partito come una scure per tagliare teste e rastrellare chi, fino ad ora, pare aver frodato lo stato per milioni di euro.

La risposta di Matteo Salvini

La risposta di Matteo Salvini non si è lasciata attendere.

Salvini ha sempre strenuamente negato l’accaduto e si è sempre detto sicuro che il suo partito non avesse frodato nulla.

Ancora in un’intervista rilasciata ieri in tarda serata ha confermato questa versione che, però, non trova riscontro.

Salvini sta parlando di un attacco più politico che reale.

Secondo lui, infatti, l’interesse vero non è quello di recuperare questo presunto denaro che lui sostiene non esistere, ma attaccare lui.

Per il capo del Viminale questo non è altro che un processo politico nei suoi confronti che non vuole far altro che eliminarlo dalla scena, in un modo o nell’altro.

Vero o no, la Cassazione ha di certo stabilito che questi soldi sono stati sottratti alle casse dello stato e devono essere quindi recuperati in un modo o nell’altro.

I movimenti sono rivolti ad una ricerca davvero a tappeto su tutti i conti esteri e non solo, che possano essere ricondotti alla Lega.

Per ora non ci sono state ulteriori dichiarazioni e si attendono nuovi sviluppi nelle indagini che potrebbero portare a conseguenze anche piuttosto gravi.

Se i fatti fossero reali e questo denaro venisse anche solo in parte trovato, il Ministro dell’Interno si ritroverebbe fra le mani una patata bollente di difficile gestione.

Salvini proclama innocente se e il suo partito.

Per ulteriori sviluppi non resta che attendere.