Che la confusione su chi debba davvero intervenire e prendere le decisioni al governo, in questo momento, è molta.

Soprattutto per quanto riguarda la situazione migranti, molte sono le voci che si sono susseguite, ma solo una è stata quella ascoltata.

La voce di Matteo Salvini è stata di certo la più ascoltata e la più utilizzata in questa questione, anche per argomenti non di diretto interesse del ministro dell’interno.

Il capo del Viminale si è spesso espresso anche per 2quetsioni che non erano di sua diretta competenza, seppur dopo un consulto con il Ministro interessato.

Uno dei ministri più coinvolti in questa diatriba è stato di certo Toninelli, Ministro delle infrastrutture, a cui spettavano molte decisioni prese.

La gestione di Salvini

Quando la questione della nave con i migranti a bordo, Aquarius, aveva trovato un riscontro negativo dal governo italiano il portavoce era stato Salvini.

Era stato Matteo Salvini a decidere di chiudere i porti italiani per impedire alla barca di attraccare trovando aiuto dal versante spagnolo.

Salvini aveva comunicato nella tarda serata la decisione della chiusura, senza però lasciare spazio al diretto interessato al ministero delle infrastrutture Toninelli.

Questa supremazia da molti ritenuta scorretta, era stata fatta notare a più riprese al capo del Viminale che aveva ribattuto la decisione comune.

Essere il portavoce dunque, pareva non aver causato molti problemi a Toninelli.

Lo stesso, però, non è accaduto oggi.

Toninelli contro Salvini

Dopo le continue accuse, alla domanda diretta su quale fosse l’indicazione data alla Guardia Costiera per il soccorso, Salvini ha seccamente replicato con un “Chiedete a Toninelli”.

Questa risposta sprezzante è di certo il frutto delle precedenti critiche attirate da Salvini che ha voluto così passare la palla al collega.

Toninelli però, ha replicato questa mattina dicendo che non è di sua competenza gestire gli SOS che arrivano alla Guardia Costiera, che segue invece un protocollo preciso.

Che questa sia la realtà dei fatti è evidente, poiché esiste un protocollo di sicurezza da seguire in caso di emergenza.

E’ altrettanto vero che la risposta secca di Toninelli alle precedenti affermazioni di Salvini sottolineano l’indisposizione delle due parti e i contrasti interni sulla vicenda.

Salvini tende ad accentrare su di se anche decisioni che non gli spettano e vorrebbe delegare ad altri ministri decisioni che non competono a nessuno.

Il clima difficile non fa che aumentare la tensione interna che, per ora, riesce a mantenere un equilibrio decisamente precario.

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