Museo sul Fascismo a Roma: la sindaca Raggi dice no

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Duro scontro in quel della Capitale dove si sta aspramente discutendo sulla possibile creazione di un museo sul fascismo a Roma. Nel momento in cui il consiglio comunale aveva il compito di votare la proposta di Gemma Guerrini, del Movimento 5 Stelle, è intervenuta la sindaca Raggi. Virginia Raggi si è opposta a questa possibile apertura imponendo uno stop e ribadendo che ““Roma è una città antifascista, nessun fraintendimento in merito”.

Il museo sul fascismo a Roma

La notizia era già nell’aria e la possibile apertura di un museo sul fascismo a Roma aveva destato non poche polemiche. Da un lato ci sono i sostenitori che vorrebbero far capire cosa è stato il fascismo, facendo dunque un’operazione per la memoria di ciò che è stato. Dall’altro lato la paura per una possibile distorsione della realtà e per la possibilità di mostrare che il fascismo “ha anche fatto cose buone” è moltissima.

Una polemica durissima e storica. Da sempre questo tema è terreno di scontro. La paura che quella che è stata la più buia pagina della storia italiana, che ha portato a crimini indicibili, possa essere mostrata anche con lati positivi, è un rischio che probabilmente non si può correre. Questo è di certo quello che pensa la sindaca Virginia Raggi che ha bloccato sul nascere ogni possibile polemica.

Lo stop di Virgina Raggi

La dicitura “valore catartico al pari delle altre consimili realtà museali già presenti in altri paesi europei” utilizzata per giustificare l’apertura del museo, non deve aver convinto la Raggi. Nonostante lo scopo museale sarebbe stato storico-didattico, la sindaca non si è sentita di mettere in dubbio il fatto che Roma è antifascista. Nonostante questo museo non attesti il contrario, è stato comunque ritenuto dalla Raggi inopportuno.

A questa proposta già avevano storto il naso gli esponenti del Partito Democratico e non solo. Le associazioni degli ex partigiani e anche degli ex detenuti proprio nei campi di concentramento, erano già insorti contro questa proposta ritenuta assolutamente inopportuna. Sulla questione è infatti intervenuto l’Anpi precisando che l’opposizione era dovuta al fatto che, mentre in Germania il museo è sui crimini del fascismo, in Italia sarebbe stato solo sul fascismo. Un dettaglio di certo non da poco che, se non gestito bene, può portare a danni gravissimi.

La situazione è molto complessa e se da un lato può essere una buona opportunità far conoscere ciò che è stato, il rischio di far passare un messaggio sbagliato è alto. Per questo la sindaca ha deciso di opporsi e di evitare di incappare in un rischio come questo. Un rischio troppo alto e soprattutto che potrebbe dare a Roma un’altra faccia. L’unica cosa certa che si vuole ribadire è che Roma è e sarà sempre antifascista.

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