Supercashback: il governo Draghi indeciso sul da farsi

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Tra gli altri punti di discussione e soprattutto di scontro con il nuovo governo Draghi, c’è anche il premio di 1500 euro del supercashback. Giá si era parlato della volontá di Mario Draghi di interrompere il premio del supercashback di 1500 euro previsto per i primi 100.000 che faranno piú transazioni fino a giugno e poi nella seconda tranche fino a dicembre. Il cashback e l’ulteriore premio, erano un incentivo che il governo Conte aveva introdotto per scoraggiare l’utilizzo del contante e per favorire l’uso delle carte e per combattere l’evasione. Una misura che invece non convince il governo Draghi che vorrebbe utilizzare quelle risorse in altro modo.

Le perplessitá sul supercashback

Il primo termine del supercashback che dovrebbe premiare i primi 100 mila che hanno effettuato piú transazioni, è fissato per giugno. Una corsa che sempre piú italiani stanno facendo per avere un rimborso di 1500 euro. Secondo i dati raccolti ogni fine settimana, il numero di transazioni giornaliere cresce esponenzialmente e la rincorsa al super premio è sempre piú serrata. Una corsa a cui partecipano moltissimi cittadini e dove tanti sono i furbetti che cercano di ottimizzare il numero di transazioni con piccole somme, per avere il premio finale.

Questa è senza dubbio una delle motivazioni che hanno indotto Draghi ha mettere in discussione questa misura economica, che non sembra poter avere gli effetti sperati. Inoltre, il denaro investito per l’operazione cashback, sembra voler essere utilizzato per altri scopi piú utili.

La posizione del governo

Nonostante le perplessitá, il governo non ha in realtá ancora deciso nulla di preciso a riguardo. Il sottosegretario al ministero dell’Economia Claudio Durigon della Lega, che inizialmente si era scagliato contro il cashback e in particolare al super premio di 1500 euro, si è infine ricreduto su questo metodo. Inoltre si è portato avanti proponendo addirittura di prolungare ancora di un anno questo sistema.

A far cambiare idea a lui e a molti altri esponenti, è stato l’effettivo balzo in avanti dell’utilizzo dei pagamenti elettronici e quindi un’importante innovazione e punto di svolta culturale per un paese come l’Italia. L’Italia è purtroppo ancora molto indietro nello sviluppo digitale e il cashback era stato ideato anche per questo motivo. Poter rientrare di denaro che altrimenti sarebbe rimasto nelle tasche degli evasori e contemporaneamente invogliare alla digitalizzazione, sono i due principali cardini su cui si regge questa operazione.

Nonostante non si abbia ancora idea se il super cashback possa rimanere non solamente per i primi sei mesi ma anche fino a dicembre, molti esponenti del governo sembrano vedere in un’ottica decisamente più positiva rispetto a prima questa operazione. Sembra infatti che ci sia qualche riscontro positivo e che ci sia la volontà di capire se mantenere questa misura possa essere effettivamente utile.

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