Scintille fra gli USA e la Cina sul caso Huawei. Questa volta, infatti, è l’azienda cinese a passare al contrattacco passando per vie legali per obbligare gli Stati Uniti a revocare il divieto sugli aggiornamenti di Android. L’azione legale cinese non sembra andare per il sottile e questa mossa è mirata di certo all’eliminazione del decreto emanato da Washington nei giorni scorsi.
L’azione legale di Huawei
Dopo che gli USA hanno bloccato gli aggiornamenti Android sui tutti i dispositivi Huawei per problemi di licenza, ecco che arriva la risposta dalla Cina. L’azione a livello legale del colosso cinese sottolinea l’illegalità di quanto stabilito dagli USA. Già nel mese di marzo il colosso cinese ha presentato una mozione contro la limitazione di vendita dei suoi dispositivi negli USA.
A detta di Huawei questo provvedimento è incostituzionale e per questo era già scesa in campo. Nel caso, invece, che riguarda gli aggiornamenti Android, si sfocia direttamente nell’illegalità. Le mozioni sono state presentate in tempi record per cercare di recuperare la situazione e chiudere la faccenda nel più breve tempo possibile per non arrecare altri danni.

Le accuse nei confronti degli USA
Gli USA hanno deciso di bloccare le licenze per questioni di sicurezza. Secondo il governo statunitense, Huawei costituisce una vera e propria minaccia per la sicurezza nazionale. Washington ha infatti fatto riferimento ai rapporti tra l’intelligence cinese e il governo che, secondo lui, sarebbero fonte di minaccia. Per questo motivo la scorsa settimana è stato emanato un comunicato che impediva l’utilizzo della licenza Android per l’azienda di tlc.
Il colosso cinese è in disaccordo per questo comportamento e ha deciso di intervenire. Un provvedimento così duro mette a rischio l’economia stessa della società. Gli utenti Huawei si troverebbero con un dispositivo obsoleto che hanno acquistato per avere determinate funzionalità che poi, di fatto, non avrebbe. Il danno economico sarebbe davvero enorme. senza contare quanto l’immagine del colosso cinese sia già stata danneggiata.
Huawei ha presentato la mozione direttamente alla Corte Distrettuale Est del Texas. Ciò che si mette in discussione è la costituzionalità di una intera sezione del National Defense Authorization Act (Ndaa); sezione che è stata trasformata in legge durante la scorsa estate proprio dal Congresso. Questa mozione impone il divieto di utilizzo di dispositivi di tlc Huawei e di Zte, la diretta rivale, alle agenzie governative degli Stati Uniti e ai loro contractor.
Huawei sottolinea come gli Stati Uniti abbiano deliberatamente deciso che esso sia una minaccia senza in realtà avere delle prove certe. Per questo motivo Huawei decide di scendere in campo e di farlo davvero molto velocemente. E’ necessario risolvere questa questione al meglio prima di altri danni di immagine e soprattutto a livello economico del colosso cinese
