Quali sono i principali utilizzi delle elettrovalvole idrauliche

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Le elettrovalvole idrauliche sono delle valvole che regolano elettricamente il flusso di un fluido. Il meccanismo che aziona la valvola solitamente è un solenoide, ovvero una bobina formata da spire, una vicina all’altra. Questa bobina è formata da materiale conduttore. Quando viene azionata, consente il passaggio del fluido.

Un’elettrovalvola è formata inoltre da un corpo valvola con uno o più passaggi, a seconda dell’utilizzo.

Le elettrovalvole, possono essere monostabili o bistabili:

  • L’elettrovalvola monostabile, se non alimentata, mantiene una posizione di riposo. Quando viene attivata, consente il passaggio del fluido, per poi tornare a risposo quando cessa l’alimentazione;
  • L’elettrovalvola bistabile invece, è formata da due solenoidi con alimentazioni separate. Avendo alimentazioni divise, si può attivare un solenoide piuttosto che l’altro. Ciò consente di regolare il flusso in base alle esigenze e di gestire contemporaneamente i flussi.

Oltre alle elettrovalvole a solenoide, esistono anche quelle ad avviamento progressivo. Queste consentono l’afflusso di aria o liquidi in modo graduale al momento dell’accensione. Le elettrovalvole vengono utilizzate in quei sistemi che, se alimentati improvvisamente, potrebbero danneggiarsi. Quindi necessitano di gradualità. In ogni caso, tutte queste elettrovalvole idrauliche possono essere classificate a seconda di determinate caratteristiche che andiamo ad approfondire qui di seguito.

Stato a riposo

In base al tipo di flusso di cui necessitiamo, la valvola può essere normalmente chiusa. Ciò significa che, quando manca attivazione del solenoide, la valvola in stato di riposo è chiusa. Inoltre, possiamo anche avere valvole normalmente aperte, in cui, quando non c’è alimentazione, la valvola è aperta.

Posizioni

Solitamente si hanno valvole dove la posizione è aperta oppure chiusa. Eventualmente, è possibile avere delle valvole che, azionate manualmente, possono essere regolate, in quanto la regolazione viene effettuata direttamente sulla singola valvola. Ciò consente di ottenere delle variazioni di flusso specifiche.

Numero di vie

Si tratta del numero di punti di collegamento presenti all’interno del circuito. I collegamenti possono essere solo due, comprendenti un passaggio di entrata e uno di uscita, oppure tre. In quest’ultimo caso, è presente anche uno scarico. Le elettrovalvole a tre vie possono essere impiegate anche nel caso in cui ci sia la necessità di miscelare più fluidi.

Principio di funzionamento

A seconda della quantità di pressione che dobbiamo ottenere, le elettrovalvole possono essere ad azione diretta o ad azione servocomandata. Un’elettrovalvola ad azione diretta è una valvola il cui funzionamento è direttamente proporzionale al diametro del passaggio e alla potenza del solenoide. La pressione che è possibile ottenere è quindi legata a questi due fattori. La pressione minima ottenibile in questa valvola può essere pari o superiore a 0.

Quelle ad azione servocomandata sono formate da due orifizi. Un orifizio pilota ed un orifizio principale. Quando viene azionato, il solenoide, andrà ad aprire e chiudere solo l’orifizio pilota. La pressione ottenuta, non dipenderà quindi dalla potenza del solenoide, ma dalle caratteristiche costruttive dell’orifizio principale e dalla sua tenuta. In questa elettrovalvola quindi, si avrà una pressione che sarà sempre diversa o superiore a 0.

Più in generale le elettrovalvole, sono utilizzate nei motori ad iniezione elettronica, negli impianti idraulici domestici ed industriali, nei sistemi di irrigazione ecc. Ancor più in generale, vengono impiegate in tutti quei sistemi che necessitano di una regolazione di un flusso, ma senza l’impiego manuale diretto sulla valvola di un operatore.

Questo consente la regolazione anche da remoto, per gestire un impianto senza bisogno della presenza fisica dell’operatore.

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