Rula Jebreal: il coraggioso monologo per la violenza sulle donne

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Ieri sera si è svolta la prima serata del Festival di Sanremo che, dai dati Auditel, ha registrato uno straordinario 52% di share. Un risultato davvero storico che non si vedeva dalla prima serata del Festival condotto da Paolo Bonolis. Il merito di questo successo va sicuramente alla variegata presenza di ospiti che hanno saputo dare quell’energia e frizzantezza alla kermesse canora. Particolarmente importante e toccante è stato il monologo di Rula Jebreal sulla violenza contro le donne. Un tema purtroppo sempre attuale che ha davvero toccato nel profondo l’opinione pubblica.

La partecipazione a Sanremo di Rula Jebreal

Quando Amadeus ha annunciato che il palco dell’Ariston sarebbe stato calcato dalla giornalista palestinese con cittadinanza israeliana e italiana e ci sarebbe stato un intervento particolarmente importante da parte sua, sono scoppiate le polemiche. Polemiche che, addirittura, avevano portato la Rai a chiedere alla Jebreal di rinunciare a quell’invito cosí importante, ma che divideva cosí tanto l’opinione pubblica.

La giornalista si è sempre rifiutata di declinare l’invito sostenendo che doveva essere la Rai stessa a revocarlo, qualora non ritenesse il suo intervento adeguato.Dopo giorni di critiche tra chi si schierava a favore della Jebreal e chi, invece, non l’avrebbe voluta, Rula ha finalmente potuto calcare il palco dell’Ariston. L’ha fatto con un monologo che ha davvero toccato il cuore e l’anima di tutti parlando della violenza sulle donne.

Il monologo contro la violenza sulle donne

Era sola sul palco, Rula, mentre leggeva da due libri posti ognuno su un leggio, uno bianco e uno nero. Sul leggio nero c’era un libro che riportava le frasi terribili che vengono spesso rivolte alle donne vittima di abusi. Sul leggio bianco, un libro con frasi di canzoni che, invece, parlano di amore e cura verso le donne. La Jebreal si è mossa leggendo ora una frase e ora una strofa, parlando con delicatezza e al tempo stesso forza, riguardo questo tema cosí importante e purtroppo attuale.Spesso le donne vittima di violenza vengono violentate due volte.

La prima è una violenza fisica, la seconda è una violenza psicologica da parte di chi le fa sentire sbagliate e non crede alle loro parole. Nessuna donna si cerca una violenza sessuale. Non importa come è vestita, cosa fa di lavoro, come decide di usare il suo corpo. Una donna non è la colpevole della violenza che subisce, è la vittima.

È questo il messaggio forte e chiaro che la giornalista ha deciso di lanciare dal piú importante palco italiano. Il messaggio per un mondo in cui le donne non vengono piú giudicate e vengono lasciate libere di essere ció che vogliono essere.  Senza costrizioni e senza violenze. Un messaggio che nel 2020 puó sembrare scontato e che invece i numeri dei femminicidi e delle violenze smentiscono. Violenze che nella maggioranza dei casi non trovano un colpevole fuori, ma dentro le mura domestiche.

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