Accordo trovato con l’Europa: no Eurobond, si al Fondo salva-stati solo per l’emergenza sanitaria

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Dopo giorni e giorni di trattative saltate, rinvii e in parte anche minacce, sembra che si sia finalmente trovato un accordo nell’Unione Europea. L’Eurogruppo ha raggiunto finalmente un accordo che prevede l’utilizzo di ben 500 miliardi per far fronte a questa emergenza Coronavirus e che possa aiutare l’economia. Tuttavia non si è ancora trovata una quadra sui cosiddetti Eurobond, per cui c’è stato bisogno dell’ennesimo rinvio.

La paura della deriva economica negativa

E’ costato di certo moltissima fatica, ma sembra che i paesi membri dell’Unione Europea siano finalmente riusciti ad arrivare ad un’intesa, era infatti necessario che tutti i paesi fossero disposti ad accettare un accordo per poter fronteggiare la crisi Coronavirus, che dopo la sanità, attaccherà l’economia.

Che l’economia sia in perdita e che purtroppo quest’ano la crisi sarà ancora più grave, è ormai purtroppo un dato di fatto. L’emergenza sanitaria sta costringendo tutto il mondo a fermarsi. L’Italia è uno dei paesi più colpiti dal Coronavirus e il lockdown che ormai dura da un mese, è destinato a protrarsi almeno ancora per un mese, se non oltre.

La prospettiva di riaprire lentamente e a scaglioni prima dell’estate c’è, tuttavia c’è anche molta incertezza. Un’incertezza che, però, ha già influito in modo massivo sul bilancio economico italiano già in crisi. Si stima che quest’anno il Pil perderà circa il 2.5%, con una ripercussione molto forte anche sul 2021.

Una situazione di emergenza che, di certo, deve essere gestita a livello europeo. L’Europa ha fino ad ora dato molto filo da torcere all’Italia da questo punto di vista. Tra accordi non trovati, blocchi e pretesa di condizioni molto rigide, si rischiava davvero di far saltare il banco e di vedere un’Europa sempre più sola e piccola in lontananza.

Accordo trovato con l’Europa

Finalmente dopo giorni e giorni di rinvii e messaggi anche piuttosto forti a distanza, l’accordo è stato trovato. Uno dei paesi che più di tutti si era opposto all’intesa era l’Olanda, che però ha rinunciato alle pretese estremamente rigide. I Paesi Bassi hanno accettato l’accordo, ma a patto che il Fondo Salva-Stati venga esclusivamente utilizzato a scopo sanitario.

L’Italia aveva in realtà chiesto un Mes che non ponesse alcuna condizione e che potesse essere utilizzato a prescindere dalla problematica. Di certo la sanità era l’obiettivo principale, ma non secondario era anche l’utilizzo per l’economia. Tuttavia avere questa tipologia di accordo non è stato possibile e quindi si è optato per un punto di incontro.

L’Italia si è trovata nell’esigenza di accettare la proposta franco-tedesca che impone delle minime condizioni e non solo per questo. Il Ministro Gualtieri avrebbe infatti voluto un testo che si riferisse esplicitamente ai cosiddetti Coronabond, ma anche questo non è stato possibile. L’Eurogruppo parla solamente di un “fondo temporaneo, commisurato ai costi straordinari della crisi” che devono avere un “adeguato finanziamento”.

Affinchè la soluzione si sbloccasse e si riuscisse ad arrivare ad un accordo, è stato necessario che ognuno facesse un piccolo passo indietro rispetto alle posizioni iniziali. Il rischio di far saltare il banco europeo e creare una rottura, era un rischio che nessuno poteva realmente prendersi, soprattutto l’Italia. Italia che tuttavia è riuscita, almeno in parte, a spuntarla e ad avere un aiuto.

Il mini vertice tra i principali paesi dell’Eurozona, Italia, Germania, Francia, Spagna e Olanda, ha dunque dato i suoi frutti. Al fine di raggiungere un’intesa, ieri pomeriggio i vari capi di stato avevano anche preso accordi telefonici per cercare di arrivare all’incontro con le idee più chiare.

Nonostante gli obiettivi non completamente raggiunti per l’Italia, questo accordo è comunque molto importante. Ha comm entare positivamente è direttamente il Ministro Roberto Gualtieri che conferma “Un ottimo risultato. L’Italia si batterà perché le decisioni del Consiglio europeo siano all’altezza della sfida che l’Europa sta affrontando”.

I numeri della crisi economica

La crisi economica legata all’emergenza Covid-19 interessa tutto il mondo, ma in questo momento l’Italia deve guardare a se stessa e l’Europa deve fare la sua parte. La prossima settimana sarà il consiglio Europeo a lavorare sul Fondo per la Ripresa, dal momento che non sono stati tirati in ballo Eurobond.

Sono i leader a dover decidere quali saranno le linee guida da seguire per poter chiarire gli aspetti pratici e legali di questo accordo. In questo accordo sono inclusi anche la relazione con il bilancio dell’Unione Europea e le varie fonti di finanziamento. Un compito per niente semplice, ma assolutamente necessario.

Il riferimento a “strumenti finanziari innovativi, coerenti con il trattato Ue”, potrà indurre Italia e Francia a collaborare tra loro. E’ possibile forse trovare degli spiragli per poter lavorare sugli strumenti giusti per poter emettere un debito comune. Sugli Eurobond una chiara risposta negativa è arrivata direttamente da Angela Merkel.

I compromessi da fare per riuscire ad uscire nel miglior modo possibile da questa situazione di stallo e avere un aiuto concreto, sono moltissimi. Tuttavia è necessario trovare un’intesa che possa arginare questa crisi imprevista che nessuno poteva controllare e con cui l’Italia si è scontrata per prima in Europa.

Non è infatti da sottovalutare questo punto. Il fatto che l’Italia, per prima, abbia dovuto affrontare la pandemia, è importante che non venga imputata a nessuno. Il sistema sanitario nazionale sta di certo facendo il massimo per fronteggiare una situazione che nessuno si aspettava. Trovare immediatamente una soluzione efficace ed efficiente, non era facile. Il governo ha fatto il massimo e la prova è il fatto che il modello-Italia è stato preso come esempio da molti altri paesi, europei e non.

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