Il recipiente di Zi Dima: ecco la trama de La giara e le sue tematiche

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Tra le numerose novelle di Luigi Pirandello, La giara è sicuramente una delle più famose, perché comparsa in due film, ovvero Questa è la vita (1954) e Kaos (1984). Questa novella venne pubblicata nel 1906 e poi riadattata come commedia teatrale dieci anni dopo, per essere rappresentata a Roma l’anno seguente. Ma qual è la sua trama? Quali sono le sue tematiche?

La trama

Protagonista di questa novella pirandelliana è don Lollò Zirafa, un ricco proprietario terriero molto avaro e che ama attaccare briga con chiunque e denunciare chi gli sembra una minaccia al suo patrimonio. Tra i suoi beni vi sono quattro giare a cui ne aggiunge una quinta, per conservare l’olio delle olive raccolte nelle altre quattro.

Quando però si trova la giara rotta a metà, Zirafa si reca da Zi’ Dima Licasi, l’uomo che l’ha realizzata, e questo propone a Zirafa di sistemare la giara con un mastice, ma quest’ultimo insiste per i punti metallici. Adirato con Zirafa, Zi’ Dima fa come dice ma rimane intrappolato nella giara e l’unica soluzione, allora, è di romperla di nuovo. Don Lollò, tuttavia cerca una soluzione dal suo legale, che gli riferisce che se l’artigiano vi rimane lui potrebbe essere accusato di sequestro di persona, ma Licasi non può uscire perché altrimenti dovrebbe risarcire la giara.

Allora Zi’ Dima si rifiuta di uscire dalla giara, e Zirafa se ne va a dormire, mentre i suoi contadini trascorrono la serata cantando, ridendo e mangiando, intorno alla giara. Disperato, don Lollò raduna i suoi uomini e gli fa spingere la giara giù per la collina, che va a spaccarsi contro un ulivo.

I temi

In questa novella non si non trovare l’umorismo di Pirandello, ovvero il sentimento del contrario, ed in questo caso vi è un proprio paradosso perché è difficile stabilire quale dei due personaggi principali ha torto o no.

E’ evidente anche la tematica della roba, che già si trovare nelle opere veriste di Verga, in cui l’attaccamento ai beni materiali ha un risvolto tragicomico, e quello dell’avarizia scellerata è, a sua volta, un tema che si può ritrovare anche nelle opere di Molierè, come L’avaro.

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