Elezione Presidente della Repubblica: oggi alle 11.00 terza votazione in Parlamento

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Anche il secondo giorno di votazioni non ha portato a nessun risultato. Nella giornata di ieri 25 gennaio 2022, è stata fatta la seconda votazione in Parlamento per l’elezione del Presidente della Repubblica ma, come già successo nella giornata precedente, non si è arrivati a nessuna conclusione. La maggioranza delle schede sono state bianche e non c’è intesa sul nome da eleggere. Il centrosinistra ha categoricamente rifiutato il terzetto proposto dal centrodestra e Letta ha ribadito la necessità di un vertice molto intimo e stringente fra i vari esponenti per poter uscire con un nome su cui si è tutti d’accordo.

Il secondo giorno di votazione

Anche la giornata di ieri ha visto una fumata nera arrivare dal Parlamento. Gli schieramenti politici non sono riusciti a trovare un’unità nel nominare qualcuno che possa davvero essere eletto al Quirinale. Un momento di impasse che però, di fatto, c’è praticamente sempre stato ad ogni votazione per il Presidente della Repubblica.
È successo solo in un paio di occasioni che si arrivasse immediatamente all’elezione e che tutte le parti politiche fossero in accordo, ma non è questo il caso.

Senza contare che bisogna anche sciogliere eventualmente il “nodo Draghi”, qualora fosse l’unico nome condiviso per il colle. A questo punto, infatti, sarebbe un problema trovare un premier condiviso che possa riuscire a far convivere tutte le forze all’interno del governo, così eterogeneo e condiviso. Un lavoro che solo Mario Draghi sembra in grado di fare.

L’elezione del Presidente della Repubblica

I nomi proposti dal centrodestra sono stati tre Marcello Pera, Letizia Moratti e Carlo Nordio. Il centrosinistra si trova in totale disaccordo con queste tre personalità e Letta ha proposto un vero e proprio ritiro in conclave con le forze politiche di tutti gli schieramenti, per riuscire a trovare un nome condiviso.

Molti sono anche coloro che sospettano che questi siano tre nomi non veritieri, ma semplicemente utilizzati per sviare eventualmente altre trattative in corso. Potrebbe effettivamente avvalorare questa tesi anche l’uscita di ieri sera del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio che ha semplicemente detto di essere positivo.

Cosa voglia esattamente dire, non si sa con certezza. È molto probabile che ci si stia muovendo per trovare un fronte comune e molti sono coloro che continuano a sostenere che fino alla votazione di domani, difficilmente si riuscirà ad eleggere un nuovo presidente della Repubblica. Tuttavia fino al quarto spoglio è abbastanza improbabile una elezione, almeno nella maggior parte dei casi, ma non si può dire che ci sia immobilismo e che le forze politiche non stiano lavorando. Se ci sono sviluppi, come molti sostengono, si vedrà dalla giornata di domani, dove già si potrà arrivare ad un nome congiunto e quindi all’elezione.

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