Aumento sopravvivenza dei malati di cancro: ecco cosa dicono gli ultimi dati

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Secondo gli ultimi dati sembra che percentuali di casi di sopravvivenza ai tumori stia aumentano. Infatti, secondo l’AIRC, basandosi sulle statistiche del 2021, il 65 % delle donne e il 59,4 % degli uomini sopravvive da cinque anni dalla diagnosi. Ma quali cure sono state adottate oggi?

Nuovi farmaci

E’ arrivata da Sassari, nella seconda metà di agosto del 2018, la notizia che si stavano utilizzando nuovi farmaci per pazienti oncologici. Presso la struttura complessa di Oncologia medica dell’Aou della città sarda, infatti, è stata amplificata l’azione dell’attività ambulatoriale e del day hospital, per rispondere a nuovi collaudi di farmaci, che sembra abbiano portato ad un aumento di sopravvivenza dei pazienti affetti da tumore metastatico, in particolare il melanoma.

Secondo quanto dichiarato da Antonio Pazzola, direttore della struttura, il tumore era privo di cure fino a dieci anni, e l’aspettativa di vita era di circa nove mesi, ma oggi lo scenario è cambiato e chi è affetto da questa patologia (il 50 % dei casi) può vivere anche più di cinque anni. Come lo stesso dottore ha dichiarato: “questa patologia presenta caratteristiche biologiche che risentono favorevolmente di terapie a bersaglio molecolare o di combinazione immunochemioterapica. La loro sopravvivenza mediana si aggira complessivamente intorno ai trentasei mesi, rispetto alla media antecedente che non superava i quattordici mesi. Abbiamo una quota di lungo sopravviventi che sono ancora in terapia dopo sette-otto anni dalla diagnosi di malattia metastatica”.

Nuova terapia intensiva per il tumore al seno

Delle nuove cure, tuttavia, non sono solo state ideate per il melanoma metastatico. Dal 23 agosto 2022, infatti, anche in Italia è diventata disponibile una nuova terapia per il tumore al seno nella sua forma più aggressiva, ossia il carcinoma mammario triplo negativo. Ad annunciarlo è stata la Gilead, un’azienda farmaceutica americana, che per questo male ha messo appunto lo sacituzumab govitecan come monoterapia, nel caso che questo cancro non sia operabile o metastatico, e se il paziente si è già sottoposto a terapie sistemiche precedenti.

Questo trattamento è stato oggetto di studio degli oncologi italiani per diverso tempo, prima di essere approvato, e Saverio Cinieri, presidente dell’Aiom (Associazione Italia di Oncologia Medica), nelle sue conclusioni a un’intervista ha dichiarato che: “oggi in Italia vivono più di 37000 persone con tumore della mammella metastatico. La forma triplo negativa, in cui rientrano il 15% delle diagnosi di carcinoma mammario, non presenta i recettori degli estrogeni, del progesterone e della proteina HER2. Non risponde alla terapia ormonale né ai farmaci che hanno come bersaglio HER2″, ma sembra che il sacituzumab govitecan possa migliorare la sopravvivenza complessiva delle pazienti, a differenza della normale chemioterapia, nelle terapia di seconda linea.

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