Molte persone riportano delle cicatrici a seguito di infortuni, ustioni o interventi operatori. Aldilà dei problemi estetici, le cicatrici inibiscono anche importanti funzioni, come l’elasticità della pelle o delle articolazioni. La cicatrice può essere definita come la risultante del processo di riparazione di una ferita. Quindi, sono cicatrici tutte le alterazioni strutturali della cute in conseguenza ad interventi chirurgici, patologie o traumi che lasciano segni permanenti e che spesso determinano più o meno importanti difetti estetici e funzionali.
Spesso, la correzione chirurgica è necessaria ma, in molti casi, i trattamenti laser possono migliorare e modificarne l’aspetto rendendole di gran lunga meno evidenti.
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Cicatrici: cosa sono?
Le cicatrici sono un tessuto fibroso che si forma per riparare una lesione (patologica o traumatica), ed è dovuta alla proliferazione del derma. Le cicatrici non si rimarginano come le ferite normali, ma lasciano un “segno” sulla pelle.
Possono essere considerate un motivo di disagio, soprattutto quando esse sono grandi e visibili e la loro presenza può incidere negativamente sulla psicologia di un paziente.
L’aspetto finale di una cicatrice dipende dal tipo di danno subito dalla cute e da come è avvenuto il processo di cicatrizzazione.
Processo di cicatrizzazione: quali sono le fasi?
La cicatrizzazione si può dividere in 3 fasi, le quali seguono sequenze cronologiche ben precise:
Fase 1: si forma un coagulo ad opera delle piastrine che “tamponano” il sanguinamento. Successivamente, si innescano una serie di reazioni per difendersi da microbi e agenti patogeni esterni che combattono le infezioni. La durata di questa prima fase di cicatrizzazione varia da 2 a 4 giorni.
Fase 2: si viene a formare il tessuto di granulazione, costituito da fibroblasti e macrofagi. Le cellule dell’epitelio iniziano a riprodursi più velocemente: la ferita si contrae permettendo un riavvicinamento dei bordi fino a una totale chiusura. Alcune zone del corpo, inoltre, cicatrizzano meno bene di altre (petto, sterno, schiena e articolazioni). La durata di questa seconda fase varia da 10 a 15 giorni.
Fase 3: in questa fase si ha un rimodellamento di collagene ed elastina, la cicatrice continua lentamente il suo processo di maturazione e modellamento che può durare fino a due anni.
Trattamento chirurgico delle cicatrici
Le cicatrici si dividono in:
- Cicatrice ipertrofica: si forma nella sede del trauma e, generalmente, tende a migliorare fino a scomparire quasi completamente entro il periodo di un anno.
- Cicatrice cheloidea: si forma anche nelle aree vicine alla ferita. È formata da fasci spessi di collagene e può iniziare a formarsi anche a distanza di anni dall’evento traumatico subito.
Esse possono essere corrette con il ricorso alla chirurgia che consente l’asportazione di quelle rilevate, infossate o ritraenti. L’anestesia locale è prevista qualora siano di piccole dimensioni, mentre per quelle più grandi e difficili da trattare, l’anestesia potrebbe essere generale o comunque sarebbe richiesta assistenza anestesiologica.
Sia chiaro che le cicatrici, anche tramite intervento medico, non possono sparire del tutto ma la loro eliminazione totale è affidata alle tecniche di medicina estetica. Se lo specialista si dovesse ritrovare davanti alla presenza di avvallamenti, può anche procedere con il lipofilling, che consiste nel prelievo di tessuto adiposo dal paziente stesso che sarà utilizzato per riempire un altro difetto.
Nella letteratura medica molti studi hanno confermato l’efficacia di questa tecnica nel trattamento delle cicatrici, soprattutto nei pazienti ustionati in cui il tessuto cicatriziale è spesso compromesso.
Se necessario, dopo 10-12 mesi dall’intervento, il paziente che intenderà rimuovere i segni lasciati dall’operazione, potrà fare ricorso alle diverse tecniche che utilizzano il laser: esse interagiscono con le strutture vascolari o i tessuti induriti dalla fibrosi e capaci di modificare il colore e la consistenza, anche nei difetti estetici tipo smagliature.
