Se ogni giorno è una giornata triste perchè molte sono le persone contagiate e le morti per Coronavirus, per la letteratura e la storia di certo lo è un pò di più. Poche ore fa è infatti arrivata la terribile notizia che annuncia la morte del famoso scrittore cileno Luis Sepulveda in quel di Oviedo. Una terribile notizia che segue il suo lungo ricovero in ospedale a causa del Coronavirus dal 20 febbraio scorso.

Luis Sepulveda vittima del Coronavirus

Quello a Luis Sepulveda è un addio che lascia un silenzio assordante nel mondo della letteratura e non solo. Lo scrittore cileno aveva annunciato a febbraio di aver contratto il Coronavirus insieme alla moglie e di essere in cura. L’uomo era stato ricoverato il 20 febbraio presso l’ospedale di Oviedo dove era seguito per le cure.

Già qualche settimana fa erano trapelate notizie preoccupanti riguardo la salute dello scrittore settantenne. La situazione sembrava infatti essersi aggravata e si temeva per la sua vita. Queste notizie, però, erano state smentite dopo qualche ore ed erano arrivate molte rassicurazioni sulla salute di Sepulveda e della moglie.

Per questo motivo la notizia della morte dello scrittore arrivata in mattinata e rapidamente balzata da un estremo all’altro del mondo, ha lasciato tutti profondamente sgomenti. L’importanza di una perdita come questa non avviene solo a livello umano, ma anche e soprattutto a livello storico e letterario.

Un vuoto nella storia latinoamericana

Se per tutti Luis Sepulveda è lo scrittore di moltissimi racconti meravigliosi e soprattutto l’autore di “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, per la storia era molto di più.

Sepulveda era un simbolo della lotta per le proprie idee contro il regime di Pinochet in America Latina. Un regime che lo portò al carcere e poi, una volta libero, al lungo e durissimo esilio dalla sua patria, il Cile. Un esilio forzato terribile per lui, arrivato dopo la liberazione grazie all’intermediazione di Amnesty international per i diritti umani che intercedettero per lui.

Un combattente per le idee e la libertà, che non aveva perso la tenerezza e la poesia che aveva dentro di sé. Un uomo che ha trovato le parole nel silenzio di un carcere e che le ha sapute trasformare in storie meravigliose di coraggio per adulti e bambini. Uno scrittore che ha conservato lo spirito libero e fanciullesco, nonostante la vita impervia e ingiusta.

Per lui la vita è stata ancora una volta impervia e ingiusta. Questo terribile virus ha colto anche lui, come tutti noi, di sorpresa. Ha combattuto come ha potuto, Luis, come moltissimi altri nel mondo. Tuttavia, ciò che ci lascia è sicuramente molto più importante di ciò che ha portato via con sé e il mondo dovrà far tesoro di questo.

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