Criptovalute: l’attenzione per le monete digitali in Europa continua a crescere

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Crypto

Il settore delle criptovalute continua a dare importanti segnali agli investitori: difatti l’effervescenza dimostrata nelle ultime settimane ha spinto i prezzi della maggior parte degli asset digitali a riportarsi a ridosso dei prezzi di fine 2021, recuperando tutto il terreno perso da Gennaio. Naturalmente gli addetti ai lavori invitano alla prudenza, in quanto gli elementi tecnici attualmente a disposizione non sono sufficienti per poter decretare conclusa la fase correttiva, iniziata nel Novembre scorso, tuttavia è innegabile che sui token sia ripiombato con forza l’interesse dei risparmiatori.

Da un report stilato in Germania da KuCoin, mirato a fotografare lo stato d’animo dei residenti nei confronti delle criptovalute, emerge chiaramente come quasi metà della popolazione si dichiari pronta ad investire nel settore, ed in particolare in Bitcoin. Ciò avviene perché questo crypto l’asset è considerato uno degli strumenti più adeguati per aggiungere valore all’interno delle diversificazioni di portafoglio: ce ne parla criptovaluta.it qui, in un approfondimento che descrive con dovizia di particolari l’attuale scenario europeo.

Crypto: temi di maggior interesse

Ad evidenziare come l’intero ecosistema sia in fermento, è il crescente interesse manifestato anche per nicchie di dimensioni inferiori in termini di capitalizzazione di mercato come il Metaverso. Le piattaforme di realtà simulata spopolano ormai fra gli utenti, in particolare nel comparto giochi play to earn, ma sono soprattutto le grande aziende ad interagire con questi network, che rappresentano un valido strumento, per veicolare il proprio modello di business. Basti pensare ad esempio al colosso bancario JP Morgan che ha aperto un filiale nell’ambientazione virtuale di Decentraland, o ancora all’evento fashion week di Boson con la partecipazione di grandi brand della moda come Tommy Hilfiger e Hogan.

Anche Ethereum sta attraversando un buon momento legato alle performance registrate sul mercato di riferimento: le novità più importanti su cui sono focalizzati gli investitori giungono dal CME di Chicago, su cui sono quotati i futures sul sottostante -sia i tagli standard sia i tagli micro-: a breve, infatti, si aggiungeranno a questi contratti altri importanti strumenti finanziari ovvero le mini opzioni, un ulteriore tassello a disposizione dei risparmiatori più evoluti, per costruire strategie market neutral. Sono in tanti a puntare su Ethereum nel lungo periodo in quanto, pur essendo una criptovaluta di prima generazione, ha dimostrato di sapersi adattare nel corso del tempo ai grandi cambiamenti: non si può ignorare, ad esempio, come gli sviluppatori siano stati capaci di ripensare il network su un modello più aderente a quelli che sono i principi del green deal, passando da una tecnologia proof of work ad una proof of stake.

Criptovalute: le ultime novità sul Bitcoin

Fino a questo momento la proattività del team di sviluppo della piattaforma Ether è proprio ciò che viene contrapposto all’immobilismo di Bitcoin per ciò che riguarda le tematiche ambientali: infatti la possibilità di cambiare il protocollo di validazione da parte dei programmatori della più importante crypto, non è minimamente presa in considerazione. In campo è sceso persino il noto movimento Greenpeace che, attraverso la campagna Change the Code, Not the Climate, cerca di sensibilizzare la comunità al fine di spingere su un cambiamento di rotta che possa condurre ad una tecnologia meno impattante dal punto di vista ambientale.

Rimanendo sul fronte Bitcoin, a catalizzare l’attenzione degli investitori è in questi giorni la vicenda Grayscale: la società di gestione, nella fattispecie, è intenzionata a intraprendere una causa legale contro la Security Exchange Commission, colpevole di aver rifiutato ancora una volta l’autorizzazione per la creazione di un ETF a replica fisica su Bitcoin. La posizione dell’Organo di Vigilanza è inamovibile sulla necessità di costruire un benchmark collegato alle quotazioni dei futures al CME, un’imposizione che comporta per la società dei costi di gestione molto più elevati rispetto alla soluzione proposta alla SEC da Grayscale.

 

 

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