All’indomani del terribile disastro avvenuto a Genova con il crollo del ponte sull’autostrada, è il momento di cercare i colpevoli. La gara al rimpallo per le colpe è partita immediatamente dopo la notizia della tragedia e non si arresterà in breve tempo. Il crollo del ponte pare fosse un evento alquanto probabile già da svariato tempo;nessuno, fino ad oggi, è mai però intervenuto per evitare la tragedia.

I documenti parlano di situazione decisamente critica che doveva essere ristabilita con opere di manutenzione adeguate, sempre e comunque evitate. Il ministro delle infrastrutture che ricopre la carica all’attuale governo, Toninelli, ha fatto sapere che sta già lavorando per far luce su questa tragica vicenda. L’interesse mediatico e gli attacchi nei suoi confronti non hanno tardato ad arrivare. I detrattori di questo governo si sono immediatamente scagliati contro il ministro e gli altri parlamentari chiedendo chiarezza e condanne per responsabilità.

Dal canto suo, il governo in carica, attacca le legislature precedenti che non avrebbero fatto il possibile per evitare questa immane tragedia. I partiti hanno iniziato una gara per decidere chi è il colpevole che pagherà questa situazione; forse senza accorgersi che tutti sono in qualche modo responsabili di queste tragedie. Le opere pubbliche sono da sempre fonte di scontro e dibattito poichè quando è necessario fare dei miglioramenti, spesso, i soldi non vengono utilizzati per quello e le migliorie non vengono fatte.

Le cause del crollo

Troppo spesso abbiamo sentito di tangenti prese per fare qualche lavoro di manutenzione che, in realtà, non veniva fatto con le dovute accortezze e che utilizzava prodotti non adatti. Il ponte Morandi era stato messo in manutenzione solo due anni fa;i lavori svolti,però, non erano stati sufficienti e i materiali utilizzati sembra non fossero di buona qualità. purtroppo non è la prima volta che in Italia succedono tragedie di questo tipo e solo negli ultimi due anni sono crollate ben cinque strutture tra viadotti e ponti.

Questa assurda tragedia che sta scuotendo l’Italia e il mondo è sicuramente destinata a ripetersi se le autorità competenti non pensano davvero ad occuparsi della manutenzione delle opere pubbliche. Sui social l’aria velenosa spira forte e chiara ed è un continuo rimpallare la colpa a qualcun altro invece che soffermarsi su questa tragedia. Le colpe ci sono e sicuramente sono condivise; questo atteggiamento però non risulta essere  affattocostruttivo. L’Italia è in un momento di decostruzione totale di se stessa e gli italiani sono vittima di odio gli uni contro gli altri. L’aria mefitica esistente tra i partiti che sono diventati fazioni non sta aiutando il nostro paese che oggi più che mai non ha bisogno di divisione ma di unione. Oggi, le uniche a cui dobbiamo pensare, sono le vittime di questa tragedia ancora una volta evitabile.

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