Il kiwi italiano e la sfida della moria: la tecnologia sensoristica per proteggere le coltivazioni si chiama PLANTVOICE

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La coltivazione del kiwi in Italia, uno dei frutti più esportati e apprezzati al mondo, sta affrontando una grave crisi legata alla moria delle piante, fenomeno causato da stress radicali e squilibri idrici. La produzione, che ha visto un significativo calo negli ultimi anni, è minacciata da cambiamenti climatici e malattie che comprometteranno ulteriormente la competitività del settore. In questo contesto, l’utilizzo di sensori avanzati per l’agricoltura di precisione diventa fondamentale, permettendo di monitorare in tempo reale la salute delle piante e di ottimizzare la gestione delle risorse idriche, cruciali per garantire la sostenibilità e la qualità delle coltivazioni.

Un settore strategico da difendere

Il kiwi rappresenta una coltura fondamentale per l’agricoltura italiana, con oltre 25.000 ettari coltivati e una produzione che supera le 400.000 tonnellate all’anno. Il prodotto, di alta qualità, è uno dei principali frutti esportati, con oltre 300.000 tonnellate destinate ai mercati internazionali (in particolare Germania, Spagna, Francia, Stati Uniti e Polonia), per un valore di circa 400 milioni di euro. Tuttavia, la produzione di kiwi ha visto un calo drammatico negli ultimi anni, scendendo da 570.000 tonnellate nel 2015 a circa 277.000 tonnellate nel 2024/25. Questo calo è principalmente dovuto a problematiche legate agli stress idrici, alle malattie radicali e ai cambiamenti climatici, con un impatto significativo sulla competitività del settore.

La soluzione sensoristica di Plantvoice

Per affrontare questa sfida, Plantvoice — società benefit con sede a Bolzano e Verona, che ha brevettato una tecnologia sensoristica in grado di misurare in tempo reale lo stato di salute delle piante — e Salvi Vivai – azienda ferrarese leader nella produzione vivaistica e nella ricerca agronomica – hanno avviato un progetto congiunto nella primavera del 2023, che ha visto l’installazione delle sonde brevettate Plantvoice nelle piantagioni di kiwi giallo G3 dell’azienda Salvi a Latina, nel cuore dell’Agro Pontino. La tecnologia innovativa di Plantvoice, un innesto intelligente della grandezza di uno stuzzicadenti che si infila direttamente nel fusto della pianta per monitorare in tempo reale la composizione elettrochimica della linfa, ha consentito di analizzare con precisione lo stato fisiologico del kiwi, identificando variabili cruciali come l’assorbimento idrico e il bilancio nutrizionale.

Il sensore ha permesso di correlare i dati fisiologici delle piante con eventi irrigui, precipitazioni e condizioni meteorologiche, evidenziando come non sia solo la quantità d’acqua nel suolo a influire sulla salute delle colture, ma anche la capacità della pianta di assorbirla e utilizzarla in modo efficiente. Le piante monitorate hanno mostrato risposte nette ai vari regimi irrigui (30% e 100%), permettendo di ottimizzare l’irrigazione. Durante la stagione autunnale, le sonde hanno registrato con grande precisione le modifiche fisiologiche dovute alla defogliazione, tracciando il progressivo calo dei valori elettrochimici fino al ripristino dopo la sostituzione del sensore. Questo livello di sensibilità, mai raggiunto da altri sistemi esterni al fusto, offre un vantaggio decisivo per il monitoraggio delle piante.

I benefici dell’agricoltura 4.0

L’integrazione dei dati fisiologici con variabili ambientali, come le precipitazioni e i livelli di irrigazione, hanno permesso di costruire un quadro completo delle necessità della pianta, consentendo una gestione più efficiente dell’uso di risorse idriche e fitofarmaci. Il risultato? Un abbattimento fino al 30% nell’uso dell’acqua senza compromettere la qualità del raccolto. Inoltre, il monitoraggio ha aiutato a mantenere elevati gli standard qualitativi dei frutti anche alla fine della stagione, preservando la forma, il colore e le dimensioni del kiwi, elementi essenziali per soddisfare i requisiti del mercato internazionale.

La partnership tra Plantvoice e Salvi Vivai rappresenta quindi un esempio concreto di come l’agricoltura 4.0 possa contribuire a rendere il settore più sostenibile e produttivo. Grazie all’integrazione di sensori avanzati, gli agronomi hanno accesso a dati oggettivi e tempestivi che supportano le decisioni colturali, rendendo il lavoro dell’agricoltore più preciso e consapevole.

In un contesto di crescente scarsità di risorse naturali e cambiamenti climatici, l’adozione di tecnologie avanzate può aiutare il settore agricolo italiano non solo a fronteggiare le difficoltà attuali, ma anche a valorizzare il suo pieno potenziale produttivo. La tecnologia di Plantvoice si applica infatti non solo alle coltivazioni di kiwi, ma contribuisce anche a una gestione agricola più sostenibile e precisa in un’ampia varietà di settori agricoli, come altri alberi da frutto, vigneti e uliveti.

Sostenibilità e innovazione: l’unica via per superare la crisi

La moria del kiwi italiano, con un crollo produttivo che ha dimezzato i volumi in meno di un decennio, impone una riflessione urgente: di fronte a stress idrici, malattie radicali e cambiamenti climatici, non si può più pensare di difendere la produttività senza integrare pienamente la sostenibilità.

La tecnologia sensoristica di Plantvoice dimostra che questo approccio integrato è non solo possibile, ma efficace: ridurre del 30% il consumo idrico ottimizzando l’assorbimento da parte delle piante significa contemporaneamente contrastare una delle cause principali della moria e preservare una risorsa sempre più scarsa. L’innovazione tecnologica diventa così lo strumento indispensabile per affrontare la crisi attuale, permettendo agli agricoltori di gestire in modo preciso e tempestivo le condizioni fisiologiche delle piante prima che gli stress degenerino in patologie irreversibili.

Solo attraverso questa sinergia tra produttività e sostenibilità, resa possibile dall’agricoltura di precisione, il kiwi italiano potrà superare la fase critica attuale e riconquistare la propria competitività sui mercati internazionali. Sostenibilità e produttività sono due aspetti che devono necessariamente procedere di pari passo se si vuole salvare un settore che vale 400 milioni di euro all’anno.

INFO SU: https://plantvoice.farm/it/

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