Oggi è previsto il venticinquesimo summit GiapponeUnione Europea per definire in proposito al maggiore accordo di Libero Scambio (Epa).

L’accordo sul Libero scambio non è mai stato negoziato.

All’indomani della visita del Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk e del Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker a Pechino, è giunto il momento di discuterne.

La necessità è quella di negoziare questo trattato e di trovare e sottoscrivere un programma di intese politiche su una serie di tematiche decisamente multilaterali.

La necessità di un accordo

Questa visita è stata programmata dopo l’impossibilità del Premier Giapponese Shinzo Abe di raggiungere Bruxelles a causa del maltempo.

Sicuramente questo programma era un punto fondamentale da affrontare e un accordo era assolutamente necessario.

Il fatto che però il Presidente USA Donald Trump stia inasprendo la situazione economica imponendo dazi, ha accelerato questo processo.

Un accordo tra Unione Europea e Giappone adesso non solo diventa importante ma necessario ed è quindi doveroso siglarlo.

Le intenzioni dell’incontro tra Ue e Giappone

Sia dalla parte dell’Unione Europea che dalla parte del Giappone ci sono aperture significative che potrebbero portare ad un abbattimento delle barriere commerciali.

In questo modo, le merci, non sarebbero più soggette a dazi e quindi ci sarebbe un incremento notevole e un guadagno significativo per entrambi i paesi.

I settori chiave nel mirino delle due parti sono quello agricolo, quello automobilistico e soprattutto quello alimentare.

L’Unione Europea, in particolar modo, punta molto sul settore alimentare, vero e proprio fiore all’occhiello che potrebbe portare ad introiti davvero significativi.

Nel caso dell’Italia, in particolar modo, il Giappone è uno dei partner principali con cui il commercio è davvero florido.

L’esportazione di beni supera l’importazione di ben 2.4 miliardi di euro, producendo un notevole guadagno per l’Italia.

Le aziende italiane che esportano i loro prodotti in Giappone sono circa 15.000 e i posti di lavoro che dipendono dai rapporti commerciali con il Sol Levante quasi 90.000.

Seppur l’Italia si trovi da molto tempo in una profonda crisi economica, nel 2018, c’è stato un aumento di valore nel commercio.

L’export italiano, in questi mesi del 2018, è aumentato di circa il 20% e, in questo modo, l’Italia si trova ad occupare il secondo gradino del podio in termini di esportazione in Europa.

Se il primo posto rimane saldamente nelle mani della Germania, di certo per l’Italia questo è un grandissimo traguardo.

L’intenzione è quella di abbattere tutti i dazi e aumentare ulteriormente l’export e far ripartire un’economia assopita.

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