MegaFace: Nyt scopre violazione della privacy per 4 milioni di foto

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Che il problema privacy fosse uno dei maggiori problemi del nostro tempo, ormai è un dato certo. Tutti sanno che via web si forniscono informazioni sulla propria persona e che verranno utilizzate probabilmente da terze parti. Quello che solo ultimamente si è scoperto è che purtroppo non solamente le informazioni che abbiamo autorizzato vengono utilizzate. Anche milioni di altre informazioni vengono sottratte violando così la nostra privacy. Secondo un’ultima ricerca effettuata dal Nyt, esiste  database in cui sono presenti circa 4 milioni di foto utilizzate senza il consenso. Database che ha portato al cosiddetto scandalo “MegaFace”.

Lo scandalo MegaFace

Ciò che emerge dall’ultima scoperta di Nyt, sembra essere una delle più grandi violazione di privacy mai fatte. Questo perché mette in luce un database dove sarebbero state violate le foto di 672 mila persone.

Tra queste persone coinvolte ci sono anche dei minori e l’utilizzo di questo database sarebbe di allenare, per cosí dire, proprio gli algoritmi di piattaforme come Google e Amazon. A livello di privacy questa è una scoperta decisamente sconcertante e piuttosto problematica che di certo non passerà inosservata. L’analisi spiega anche come si sia avvenuta la creazione di questo database. Esso ha avuto una gestazione molto lunga e che risale al 2005.

La creazione del database

Tutto è iniziato nel 2005 quando su Flickr una madre ha caricato per la prima volta una foto dei suoi figli. È proprio lei che a distanza di anni ha visto che i volti dei figli erano stati utilizzati da terze parti proprio per addestrare gli algoritmi per il riconoscimento facciale. Ad utilizzare le foto sono stati colossi come Amazon, Mitsubishi, Philips e anche Google.

La scoperta ha generato un’indagine che ha portato alla scoperta dell’utilizzo di ben 672 mila immagini di persone. Le foto utilizzate sono 4 milioni e nessuno dei soggetti in questione sapeva dell’esistenza in questo database.

Questo scandalo ha preso il nome di MegaFace ed è stato il giornale New York Times ha smascherare ciò che stava avvenendo. Gli ideatori di questa iniziativa appartengono alla  University of Michigan e il progetto era targato Yahoo. È stata infatti proprio quella azienda che ha creato il primo nucleo di foto vero e proprio utilizzando come risorsa Flickr.

In realtà, inizialmente, la raccolta di foto avrebbe dovuto limitarsi unicamente a quelle pubbliche. Era necessario fare in modo che quelle che possedevano la dicitura “private” venissero cancellate e non utilizzate. Tuttavia, Nyt, ha dimostrato esattamente il contrario, ovvero che il sistema aveva una falla. È stato proprio questo che ha portato all’utilizzo indiscriminato di foto sia pubbliche che private di tutti gli utenti. Lo scandalo è che moltissime sono foto di minorenni. Fatto ancora più grave che si unisce al vero e proprio furto di informazioni personali.

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