Il tema pensioni è da sempre un tema decisamente scottante per tutti. Il fatto che fino a non molti anni fa fosse possibile andare in pensione con il numero minimo di anni ha creato con l’andare del tempo un divario incolmabile tra contributo pensionistico e lavoro.

Il tema pensioni è molto complesso da spiegare. Il fatto che non sia possibile andare in pensione in un’età non eccessivamente avanzata, è il frutto di un sistema che ha sfruttato fino all’osso e in modo eccessivo tutto ciò che c’era da sfruttare. Lavorare solamente una ventina d’anni e poi andare in pensione, con un’aspettativa di vita molto alta, significa non riuscire a coprire con i contributi il divario creato.

Per avere un’assistenza adeguata e pensioni adeguate era probabilmente necessario allungare fin da subito l’età pensionabile per fare in modo che le spese potessero essere coperte. Dal momento che non è stato così, ad oggi, ci si ritrova in una situazione davvero critica.

Coloro che lavorano dovranno versare contributi per molto tempo e la soglia lavorativa si è alzata moltissimo. Dai vent’anni di una volta si è addirittura arrivati ai 40 anni di contributi. Il sistema di retribuzione non risulta essere efficiente e mette in crisi tutto il sistema. Coloro che, ad oggi, devono lavorare per 40 anni, non possono lasciar spazio ai giovani che, a loro volta, non lavorando, non possono contribuire al versamento della pensione. Questo sistema estremamente difficoltoso e per certi versi malato, è difficile da fermare.

Sono stati però messi in atto degli escamotage che possano in qualche modo arginare la situazione.

Questo escamotage non è altro che la pensione a quota 100.

La pensione quota 100

La pensione a quota 100 verrà introdotta dalla prossima legge di bilancio in programma ed è già prevista una sua entrata in vigore per i primi mesi del 2019. Per ora si è solo parlato delle potenzialità di questa legge ma di concreto non c’è realmente nulla. L’elaborazione è in corso e di certo è una delle priorità del governo ma nulla è ancora stato deciso concretamente.

In linea di massima però, la pensione a quota 100, prevede un’età pensionistica di 64 anni come soglia massima con 36 anni di contributi. I contributi non possono essere inferiori proprio perché, altrimenti, si rischia di non pareggiare nulla. Questi parametri dovrebbero essere piuttosto stabili ma è possibile che ci siano variazioni di qualche anno per questioni di assestamento.

Dal 2019 tutti i contributi e gli anni di lavoro verranno adeguati e ricalcolati in base alla nuova legge di bilancio. Questa legge è fondamentale per un paese fermo che non riesce a recuperare terreno e a introdurre nuovi giovani sul lavoro e che continua a pesare sulle spalle di chi ha già lavorato molti anni.

L’assestamento e l’adeguamento non arriveranno subito ma è probabile che si riesca ad ottenere un buon risultato nel giro di qualche anno. La difficoltà è sicuramente creare questa legge ad hoc per ogni esigenza. Per sapere esattamente di cosa si tratta non servirà altro che aspettare il 2019 per capire davvero cosa può essere fatto.

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