Novità in arrivo dal punto di vista delle pensioni.

Dal prossimo anno è previsto un aumento delle pensioni grazie ad un effetto di perequazione.

In pratica, dal prossimo anno, le pensioni verranno adeguate al costo della vita.

L’adeguamento di un contributo economico al costo della vita è necessario per poter garantire in modo equo un sostentamento migliore per tutti.

Adeguamento delle pensioni

La perequazione c’è sempre stata ma era stata bloccata nel 2011 dalla legge Fornero per poter far fronte ai problemi pensionistici e contributivi del paese.

A causa dello sbilanciamento fra i contributi versati da coloro che sono andati in passato in pensione con un esiguo numero di anni e le pensioni che poi hanno percepito, è stato necessario bloccare l’adeguamento.

L’adeguamento pensionistico è stato poi reintrodotto dalla legge 174 del 2013  che, il prossimo anno, permetterà l’adeguamento per tutti.

Questo aumento sarà comunque soggetto al tasso di inflazione dell’ISTAT e quindi, meno inflazione ci sarà e più basso sarà l’aumento.

Già all’inizio di quest’anno le pensioni sono state ritoccate e aumentate leggermente con un coefficiente variabile tra l’1,1% e lo 0,4%.

Nel 2019 però tornerà attivo il meccanismo entrato in vigore nel 2001.

Come verranno adeguate le pensioni

La rivalutazione verrà fatta in base a tre differenti scaglioni di reddito e non cinque come in precedenza.

In questo modo, le pensioni che andranno a guadagnarci di più, saranno le più alte.

Questo avverrà perché le pensioni di importo maggiore verranno rivalutate in misura maggiore rispetto all’adeguamento in vigore fino a quest’anno.

La notizia sicuramente molto positiva è che le pensioni fino a tre volte il trattamento minimo, verranno rivalutate completamente.

Ovviamente non è ancora possibile fare una stima certa perché, come detto precedentemente, molto dipende dall’inflazione.

Fino al 2019, dunque, non sarà possibile sapere l’importo della rivalutazione.

Secondo alcune stime primarie, però, pare che nel 2019 il tasso di inflazione crescerà di circa l’1.6% e gli aumenti saranno conseguenti.

Con un tasso di inflazione così basso anche gli aumenti saranno altrettanto bassi e quindi è probabile che non superino qualche decina di euro.

Nei prossimi mesi, in ogni caso, la situazione sarà di certo più delineata e il tasso di inflazione più facilmente calcolabile.

Sicuramente negli ultimi mesi dell’anno corrente si potrà avere una stima quasi esatta di quale sarà l’entità dell’aumento per ogni tipologia di pensione.

Qualcosa potrebbe sempre cambiare con la formazione del nuovo governo ma è comunque improbabile che gli importi possano variare, almeno per il 2019.