E’ stata ancora una volta una battaglia molto difficile quella che ha visto protagonisti la Lega e il Movimento 5 stelle. Questa volta il terreno di discussione era la riforma della Giustizia. Riforma che ha visto uno scontro durissimo tra Bonafede e Giulia Bongiorno per la Lega. Le questioni in proposito sono moltissime e in ben 8 ore di Consiglio dei Ministri si è riusciti a sciogliere ben pochi nodi riguardo a questa spinosa questione.

Lo scontro sulla Riforma della Giustizia

Ancora una volta il governo è profondamente diviso su un tema davvero importante in cui sarebbero necessarie coesione e unanimità. Se su alcuni punti si è riusciti a venire a capo della discussione, quello che davvero non riesce ad essere sciolto è il nodo che riguarda la questione del processo penale. L’intesa trovata fino a questo momento che riguarda Csm e giustizia civile è valida ma tuttavia non definitiva, mentre sulla questione penale sembra essere passato il disegno di Bonafede.

Di fatto, entrambe le parti, non si sentono pronte a cedere e si è arrivati ad una soluzione che ha ben pochi punti saldi e che da l’idea di non essere affatto stabile. Le parti hanno visioni diametralmente opposte in alcuni casi e trovare davvero una soluzione definitiva che possa soddisfarle entrambi sembra impossibile.

Dal punto di vista della Lega, questa è una riforma puramente “di facciata”. Il partito di Salvini, infatti, non è assolutamente convinto della direzione in cui si sta procedendo e ha sollevato molte questioni. Dal canto suo, il Movimento 5 stelle, è profondamente convinto che il vicepremier leghista voglia a tutti i costi bloccare l’abolizione della prescrizione.

L’abolizione della prescrizione sarebbe davvero qualcosa di differente rispetto ad ora e potrebbe incidere in modo determinante su molte questioni. Un reato, seppur riconosciuto come tale, può cadere in prescrizione dopo un tot di anni e non essere più perseguibile. In teoria, secondo la nuova riforma della giustizia, dal 2020 questa possibilità verrà abolita.

Il testo della riforma

Nel corso del lungo scontro durato tutta la giornata, sembra che il testo di Bonafede sia stato accettato, seppur con riserva. Un nodo centrale era anche quello, soprattutto, della riforma della magistratura. L’Italia ha la necessità di avere processi più corti e una burocrazia meno impegnativa e che funzioni meglio. Per questo motivo gli anni per il tempo di un processo da nove sono passati a sei.

Tra gli altri punti approvati è presente anche la candidatura della nostra Capitale per i Campionati Europei di nuoto previsti per il 2022. E’ stata inoltre approvata anche la candidatura della città di Taranto per il 2025 quando si svolgeranno i Giochi del Mediterraneo. Questi erano due punti molto importanti per il nostro paese che, fortunatamente sono stati sciolti grazie all’accordo.

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