Se fino ad un paio di votazioni fa si aveva la sensazione che qualcosa si stesse effettivamente muovendo in qualche direzione e che in realtà si stesse giocando una partita sottobanco per poter decidere effettivamente un nome per il capo dello stato, al momento le idee sembrano alquanto confuse. Fino alla terza votazione si pensava che i partiti politici in realtà stessero lavorando alacremente per arrivare ad una soluzione in tempi brevi e che le votazioni inconcludenti avessero solo lo scopo di depistare e prendere tempo, ma non sembra essere propriamente così. Dal vertice di centrodestra di questa notte sembra essere uscito un solo nome, quello di Elisabetta Casellati. Nome che però sembra già tramontato per mancanza di appoggi esterni.
Centrodestra compatto su Elisabetta Casellati
Se da un lato effettivamente queste ore sono servite per gli incontri tra i vari partiti, è altrettanto vero che non ci sono posizioni forti certe e che grandi nomi inediti difficilmente verranno fuori. In queste ore è soprattutto il leader del carroccio Matteo Savini, reduce dal vertice notturno con il centrodestra, che sta cercando di fare il regista della situazione. Il nome saltato fuori sembra essere quello già detto di Elisabetta Casellati, che forse riesce ad avere l’appoggio di tutto il centrodestra, ma la situazione non sembra essere così chiara.
Questo era un nome già uscito e non ancora approvato, nonostante la Casellati sia Presidente del Senato e quindi una figura già di riferimento per l’attuale governo. Figura che però, nonostante la probabile intesa su larga scala per il centrodestra che la voterebbe in modo compatto, non trova appoggio dal centrosinistra. Letta non è infatti disposto a votare la Casellati come prossimo Presidente della Repubblica italiana.

Salvini e Conte uniti contro Draghi al colle
Se però da un lato il Partito democratico non disdegnerebbe forse Draghi al colle, dall’altro nella giornata di ieri Lega e Movimento 5 stelle sono tornati a parlare e sembra anche che abbiano trovato un’intesa per evitare l’ascesa di Draghi al colle. Tuttavia, questa operazione di opposizione sembra scricchiolare.
Non avendo l’appoggio della sinistra sul nome Casellati, ci si ritrova con molti esponenti che sussurrano il nome di Mario Draghi, da Letta all’acerrimo rivale Matteo Renzi e sembra che anche qualcuno vicino a Salvini appoggi l’eventualità Draghi. Eventualità a cui sembra opporsi solamente il nome di Pierferdinando Casini, già proposto in precedenza e candidato tutto sommato neutrale e centrista che potrebbe non creare fratture eccessive all’interno della maggioranza.
Sembra che la corsa per il colle si possa concludere nella giornata di oggi in cui avverranno ben due votazioni. Sembra infatti essere la sesta e seconda votazione della giornata di oggi, la più probabile per l’elezione del Presidente della Repubblica. Votazione necessaria che deve far tornare il governo ad occuparsi completamente dei problemi del paese.
