A far notizia negli ultimi anni sono stati fondamentalmente gli chef che hanno partecipato a svariate tipologie di talent di cucina o programmi affini in cui il loro giudizio pesava più degli altri.

Il filone partito da Masterchef ha man mano preso sempre più piede lanciando nell’immaginario collettivo nuove tipologie di divinità olimpiche in grado di adoperare le loro abilità in cucina facendoci talvolta dimenticare l’esistenza di moltissimi altri chef meritevoli e magari ben più preparati, che invece non hanno incontrato il successo televisivo.

Sicuramente i vari Cracco, Bastianich, Cannavacciuolo sono molto preparati in materia e sono dei veri fuoriclasse, ma non sono solo ed esclusivamente loro a tenere alta la bandiera italiana della grande cucina.

Un giovane ragazzo di Biella, Stefano Landoni, ha portato il nome della cucina italiana su uno dei podi più prestigiosi che mai prima d’ora un ristorante danese aveva raggiunto.

Il ragazzo, allievo del grandissimo Gualtiero Marchesi, è riuscito ad entrare nel prestigiosissimo team “Geranium” primo e unico ristorante tristellato di Copenaghen.

Il giovane è stato scelto come miglior allievo uscente della scuola di Marchesi e fin da subito ha dimostrato di avere le idee molto chiare e di voler lavorare duro per raggiungere traguardi che altri prima di lui non sono riusciti a raggiungere.

Nel 2016 a 21 Stefano aveva già ben chiaro quali traguardi volesse raggiungere, traguardi che ha perseguito fin dalla tenera età osservandola mamma in cucina preparare deliziosi manicaretti che anche lui avrebbe voluto un giorno riprodurre.

La cucina non era il suo unico hobby perché Stefano ha anche sempre praticato Rugby, sport che gli ha sempre permesso di scaricare quelle tensioni accumulate nel lavoro e che lo aiutasse a migliorarsi nel lavoro in team.

Nel team Geranium Stefano ha anche trovato la possibilità di cimentarsi in piatti esclusivamente preparati con prodotti biologici, sposandone appieno la filosofia.

E’ ancora troppo presto per sapere quali siano i suoi progetti futuri ma come inizio non è male.