I tatuaggi cosmetici od ornamentali possono rappresentare un problema quando il risultato estetico non è soddisfacente e si desidera rimuoverli, totalmente o in parte. L’unica tecnologia in grado di permetterne la rimozione senza esiti negativi è quella con i laser Q-Switched.
La rimozione dei tatuaggi con il laser è ormai un trattamento comune per tutti coloro che desiderano far sparire l’inchiostro dal proprio tessuto epiteliale, anche se non è proprio una semplice impresa: togliere un tatoo con il laser richiede tempi lunghi, comporta dei costi e può arrecare dolore durante il trattamento.
Se poi ci si rivolge a personale incompetente e non professionista, il trattamento laser rischia anche di lasciare cicatrici sulla sul tessuto epiteliale.
Per evitare di compiere errori di questo genere, è bene seguire una guida ad hoc che spieghi la rimozione dei tatoo con il laser Q-Switched.
Rimuovere i tatuaggi: cosa devi sapere?
Grazie alla moderna tecnologia ed all’evoluzione della ricerca scientifica, finalmente, per chi si è pentito del proprio tatuaggio, ha a disposizione la soluzione di poter rimuovere completamente o parzialmente i tatuaggi senza lasciare alcun segno.
Tuttavia, non è una semplice “passeggiata” come si potrebbe pensare, anzi, possono entrare in gioco alcuni fattori responsabili nel rendere difficoltosa l’operazione di rimozione dei tatuaggi dalla propria epidermide.
Assai più semplice è rimuovere i tatuaggi sul tronco, mentre è più complicato eliminare quelli sugli arti o sulle zone periferiche del corpo umano (braccio, mano, gamba, piede, etc.).
Anche la tonalità cromatica incide sulla difficoltà della rimozione del tatuaggio da una parte del corpo: per eliminare un tatuaggio monocromatico basta anche una sola seduta; mentre per quelli colorati, occorrono più sedute (specie se il tattoo è celeste, bianco e verde).
Laser Q-Switched per rimuovere i tatuaggi: la seduta ed il trattamento dal medico
I Laser Q-Switched si distinguono in 1064 nm, 532 e 695 e espletano la funzione di “demolire” – in modo graduale e specifico – il pigmento con cui il tatuaggio è stato composto, favorendone il riassorbimento, che avviene nell’arco di 7-8 sedute, ognuna delle quali con frequenza ogni 2-3 mesi (di media). Il risultato è quello di restituire alla cute l’aspetto originario e senza cicatrici.
Per i pazienti particolarmente sensibili le sedute possono essere effettuate con l’utilizzo di creme anestetiche o impacchi di ghiaccio, in modo da desensibilizzare la cute, anche se la terapia è considerata totalmente indolore ed il paziente sentirà solo una sensazione di calore localizzata.
Prima di applicare la tecnica laser, è necessario che ci si sottoponga ad una visita di controllo grazie alla quale il medico valuterà le condizioni e stabilirà i modi ed i tempi in cui potrà avvenire la rimozione dei pigmenti.
Dopo aver accuratamente disinfettato l’area su cui intervenire, lo specialista avvierà il Laser Q-Switched che, una volta calibrato in modo mirato, agirà per l’eliminazione dell’inchiostro, senza provocare alcun effetto sulle zone circostanti. Al termine della seduta si potrebbe riscontrare un normale rossore sulla parte sottoposta a terapia.
Si consiglia, tra una seduta e l’altra, di evitare l’esposizione ai raggi solari.
C’è la possibilità che, ultimato il trattamento, si verifichi la comparsa di crosticine, edemi o eritemi che scompariranno da soli nel giro di poco tempo. Di volta in volta, il tatuaggio schiarirà fino a scomparire del tutto senza lasciare traccia alcuna del trattamento effettuato.
