Lockdown o coprifuoco: oggi l’incontro tra Governo e Regioni

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E’ oggi la giornata chiave per il confronto tra Governo e Regioni sulle misure anti Covid 19. Un confronto che di certo non sarà di facile risoluzione e che pone davanti non pochi quesiti. Molti governatori che appartengono alle regioni più colpite, già hanno dato una stretta alle misure del DPCM di domenica scorsa emanato dal Governo. Tuttavia la continua crescita della curva dei contagi preoccupa e non poco. E’ dunque probabile che si debbano prendere ulteriori misure cautelative per evitare un nuovo lockdown.

La curva di contagio dal Covid in crescita

Purtroppo due giorni fa si sono raggiunti già i 16000 casi al giorno di contagio da Covid 19. In alcune regioni in particolar modo, la situazione sanitaria è nuovamente in pericolo. I contagi aumentano e i ricoveri in terapia intensiva anche. Nonostante la quantità molto più elevata di tamponi rispetto a marzo, l’indice di contagio e la percentuale di contagiati continua a salire.

Le prime regioni “sorvegliate speciali” sono Lombardia, Campania, Piemonte, Lazio a cui man mano si stanno aggiungendo le altre. La paura è quella che il coprifuoco imposto non sia sufficiente e che dunque si debba intervenire nel breve tempo in maniera più incisiva. Gli scenari possibili sono diversi, ma quello che si cerca di evitare è un lockdown totale.

Gli scenari possibili

Se la scorsa primavera il Premier Giuseppe Conte aveva imposto un lockdown totale per arginare l’epidemia, adesso cerca di evitarlo con ogni mezzo possibile per salvaguardare l’economia del paese già molto in crisi. Si sta cercando di temporeggiare e secondo le ultime indiscrezioni, sembra che il limite per evitare un lockdown più incisivo sia questa settimana.

Se durante questa settimana non si vedranno i risultati delle misure già prese, allora è praticamente inevitabile arrivare ad una stretta più dura. E’ possibile che il governo decida di imporre un coprifuoco nazionale alle ore 21.00 e che ci si possa muovere dalla propria abitazione solo per andare a scuola o a lavoro, limitando tutte le altre attività.

Di certo la linea di Conte è quella di temporeggiare sperando che la tendenza si inverta, mentre il Ministro Speranza e il suo team sono più per le chiusure. Il pensiero non è di certo quello di chiudere nuovamente per mesi, ma almeno di imporre un lockdown totale per almeno due settimane per cercare di azzerare il sistema e riportare il contagio nei limiti.

I parametri da valutare sono sempre la curva epidemiologica e la crescita dei ricoverati in terapia intensiva, che continuano piuttosto a crescere senza sosta. L’indice RT di contagio è oltre il 2, ciò significa che il numero di contagiati potrebbe raddoppiare di giorno in giorno. Uno scenario che il governo e le regioni stanno cercando di evitare in ogni modo.

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