L’anteprima di quello che potrebbe essere un lockdown in Campania, non è affatto rassicurante. In seguito alle dichiarazioni del Governatore De Luca che vuole chiedere al governo misure restrittive e chiusure per tutta l’Italia, ma che comunque la Campania già di suo farà, è scoppiata una vera e propria guerriglia. Per le strade di Napoli questa è stata una notte di vera e propria guerriglia e protesta al grido di “libertà”. L’opposizione alle possibili misure molto restrittive del governatore De Luca non si è fatta attendere e non promette nulla di buono.

Il lockdown di De Luca

La situazione della Campania spaventa molto non solo i cittadini, ma anche e soprattutto il Governatore Vincenzo De Luca. Se durante la prima ondata del Covid le regioni del sud avevano resistito, in questo caso è esattamente il contrario. La Campania è infatti una delle regioni più colpite dalla pandemia rispetto a marzo e l’indice di contagio continua a crescere.

Proprio per questo il Governatore della regione aveva già deciso di dare un’ulteriore stretta alle misure imposte dall’ultimo DPCM di Conte. Secondo De Luca le misure restrittive sono state troppo blande e per questo il numero di contagiati continua a salire e non si riesce a porre un freno. Proprio per questo motivo in queste ore dovrebbe arrivare un’ordinanza che chiude i confini della Regione e dichiara un nuovo lockdown.

Il coprifuoco già imposto era una misura ritenuta fin troppo restrittiva dai cittadini, ma non quanto queste misure che nuovamente costringono le persone a chiudersi in casa senza altra possibilità. Proprio per questo durante la notte, sono scoppiate vere e proprie sommosse a Napoli.

La sommossa a Napoli nella notte

All’annuncio di un nuovo lockdown da parte di De Luca, Napoli ha risposto nella serata di ieri quando ha messo a ferro e fuoco molte vie della città. La protesta è scoppiata dopo le ore 23.00 con tutta la sua violenza di fronte al palazzo dove si trova la sede della Regione Campania. Lo scontro è stato fin da subito molto violento e ha dimostrato che la città di Napoli è realmente una polveriera pronta ad esplodere.

Da subito è avvenuto il lancio di pietre e sassi contro gli agenti di polizia che hanno dovuto resistere a questo attacco. Sono stati poi lanciati dei fumogeni in strada e sono stati dati alle fiamme dei cassonetti. Oltre ai fumogeni sono stati scagliati contro le forze dell’ordine anche delle bombe carta.

Il tutto era partito dai vicoli del centro dall’Università Orientale come flash mob di protesta contro le chiusure. Solamente che la deriva violenta non è tardata ad arrivare con tutte le conseguenze del caso. Sarà molto difficile arginare questa situazione di malcontento e cercare un compromesso che non permetta la diffusione del contagio, ma nemmeno che metta a ferro e fuoco Napoli.

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