Estradizioni: cosa sono? Come funzionano? Cosa prevede per essa la legge italiana?

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Le estradizioni sono degli istituti basate sulla cooperazione tra Stati, che rispondono a motivi inerenti alla giustizia, ovvero si concedono perché un soggetto venga processato o sconti la pena nel paese che lo richiede. I casi di estradizione che, in Italia, sono sicuramente tra i più noti riguardano sicuramente quello di Tommaso Buscetta e di Cesare Battisti. Ma cosa prevede la legge italiana, in casi di estradizione di un imputato in un paese straniero?

Estradizioni attive e passive

E’ bene specificare che il codice penale italiano suddivide le estradizioni in due tipologie, ovvero:

  • le estradizioni attive, che si verificano quando è l’Italia che fa domanda ad uno Stato con il quale ha concluso degli accordi di collaborazione per motivi di giustizia, ed una persona presente su territorio straniero può essere condotta in Italia, perché venga processato oppure per scontare una condanna;
  • le estradizioni passive, in cui è uno Stato straniero a chiedere all’Italia che un cittadino presente sulla penisola venga condotto su suolo straniero, ma l’Italia può farlo solo a determinate condizioni.

Le estradizioni sono disciplinate, nel quadro normativo italiano, dall’articolo 13 e dagli articoli 697 in poi del codice di procedura penale italiano, ed è il 13 che delimita i limiti sostanziali dell’estradizione.

Quando uno Stato straniero vuole ottenere l’estradizione di un imputato o condannato, secondo le procedure previste, è tenuto a presentare un’istanza, allegando documenti come una relazione che indica i fatti per i quali viene chiesta l’estradizione, il tempo, il luogo e la qualificazione giuridica degli stessi, il testo che riporta le norme di legge da applicare in questo caso, il provvedimento che prevede la commutazione della pena di morte, nei casi in cui è prevista dall’ordinamento del paese straniero e i dati segnaletici e ogni altra informazione che serva a identificare la persona da estradare. Se l’estradizione viene accettata deve essere applicata entro un mese, in caso contrario, il Ministero della Giustizia italiano è tenuto ad informare quello del paese straniero che lo ha richiesto.

I limiti e le condizioni

Secondo gli articoli già citati, in Italia l’estradizione si concede a determinati limiti e condizioni, ovvero l’estradizione non avviene:

  • se il crimine di cui un soggetto è accusato non è previsto dall’ordinamento italiano, e si parla del principio di impunibilità, l’estradizione non viene concessa;
  • per motivi politici;
  • se l’imputato è soggetto a discriminazioni, ovvero se viene perseguito per la sua religione, la sua razza, il suo sesso, la sua lingua, etc;
  • se il reato commesso prevede la pena di morte;
  • se rischia di compromettere la sicurezza e la sovranità dello Stato;
  • se è contro gli accordi internazionali
  • per il principio del ne bis in idem, ovvero chi è già stato giudicato in Italia non può essere estradato per essere nuovamente processato in un altro paese per lo stesso reato;
  • per ragioni si salute o di età, ossia se l’accusato non è in condizioni di sostenere un viaggio.
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