Il nuovo DPCM per la guerra in Ucraina: quali saranno le misure da adottare a causa del conflitto

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A causa della guerra in Ucraina, il numero di profughi continua a salire, e per quelli che giungono in Italia, il governo italiano ha deciso di adottare un PCDM, ossia una soluzione di “protezione temporanea”. Ma come funziona? Che cosa comporta per i profughi?

Cos’è la protezione temporanea

Il nuovo decreto che il governo italiano è pronto a varare, per i profughi ucraini, si estenderà anche ad apolidi e cittadini di paesi terzi costretti a fuggire dalle truppe russe con i loro familiari. Secondo il nuovo DPCM, tra i familiari si includono coniugi o partner, figli minorenni non sposati ed altri conviventi o membri del nucleo familiare.

Tale DPCM, comprende:

  • un permesso di soggiorno per protezione temporanea, rilasciato dai questori, in formato elettronico, della durata di un anno;
  • una proroga di tale permesso, che potrà essere di sei mesi ad un anno, a seconda delle decisioni prese dall’Unione Europea;
  • la possibilità di usufruire dell’SSN, della scuola e del lavoro, per chi è in possesso di questo permesso;
  • la possibilità di presentare domanda di protezione internazionale, che differisce dalla cessazione della protezione temporanea.

Tale protezione è esclusa, tuttavia, se ci sono motivi ragionevoli per considerare il richiedente un pericolo per la sicurezza dello Stato. Tuttavia, l’esclusione non comporta automaticamente quella per chi fa domanda di protezione internazionale.

L’assistenza

Le reti assistenziali del Viminale, tuttavia, assicurano assistenza ai profughi, con determinate misure, tramite ordinanze del capo della protezione civile, in attuazione dello stato di emergenza deliberato il 28 febbraio 2022 dal Consiglio dei ministri.

Sono diverse, poi, le Regioni che si organizzano per accogliere i profughi. Ad esempio, per l’assistenza sanitaria viene rilasciata la tessera STP (Straniero Temporaneamente Presente), della validità di sei mesi, con la quale i profughi possono usufruire di tamponi di screening per il Coronavirus e l’assistenza psicologica. Per ottenerla, gli ucraini dovranno rivolgersi alla Questura, ai Carabinieri o altri enti di controllo della Regione che lo offre.

Tali provvedimento includono anche l’organizzazione di strutture di accoglienza. In Trentino, ad esempio, è stata richiesta all’inizio di marzo di poter allestire e costruire strutture, in territori che confina con altri paesi, come la Moldavia. Come ha spiegato l’ingegnere Raffaele de Co il campo allestito in questo paesi, in collaborazione con la Provincia autonoma di Bolzano, potrà ospitare circa cinquecento persone.

Non sono mancate, comunque, iniziative partite dagli stessi italiani, come si può vedere in televisione o su internet. Ad esempio, il 13 marzo la Juventus ha offerto degli autobus per portare in Piemonte ottanta persone, per la maggior parte ragazzi e bambini, o di una scuola di Siracusa che ha offerto le porte a quaranta bambini. L’accoglienza, poi, non riguarda solo le persone: associazioni ed enti per la protezione degli animali si sono offerti di portare in Italia anche animali, in particolare cani o gatti.

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