Spotting post mestruale: che genere di disturbo è? Come trattarlo?

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Tra una mestruazione e l’altra, è possibile che ci siano delle piccole perdite scure di sangue, durante o a fine ciclo, e ciò viene chiamato spotting. Ma a cosa è dovuta una perdita del genere? E’ necessario preoccuparsi? Cosa fare?

Le cause

Lo spotting mestruale, ovvero la presenza di macchie scure durante o dopo il ciclo, può avere due tipi cause, ovvero quelle organiche, come cisti, polipi o forse menopausa precoce, e quelle disfunzionali, come le alterazioni ormonali dovuti allo stress o modifiche nel proprio comportamento alimentare (come la bulimia). Generalmente, la causa più comune è lo stress.

Il colore scuro del sangue è dovuto, in questo caso, all’ossidazione dell’emoglobina, e non è escluso che ci possa essere un blocco dell’ovulazione, o comunque una riduzione di progesterone, l’ormone che regola il ritmo mestruale. Non è escluso, poi, che tale problema possa essere dovuto ad uno scorretto inserimento della spirale, ed in tutti questi casi, è necessario rivolgersi al medico.

I rimedi

Per trattare lo spotting è necessario capirne le cause, ma nel caso sia dovuto lo stress, che come è già stato accennato prima è la sua causa principale, è possibile ricorrere a un contraccettivo ormonale, che può regolare nuovamente il ritmo mestruale, o in alternativa un progenistico, un ormone sintetico di laboratorio, o un acido tranexamico, e tutti questi rimedi devono essere prescritto dal proprio dottore o dal ginecologo.

E’ possibile, comunque, fare attenzione al proprio stile di vita, per evitare problemi mestruali come lo spotting, come seguire una dieta corretta, ricca di nutrienti e in particolare di ferro o magnesio, in modo da mantenere il proprio peso, oppure dormire almeno otto ore, fare esercizio fisico ed imparare a respirare nella maniera corretta.

Invece, se sono cisti, polipi o fibromi, all’origine di questo problema, è necessario sottoporsi ad esami approfonditi, ed in questo caso, a seconda dell’avanzamento della patologia, è possibile trattare tali problemi con farmaci o, nei casi più avanzati, ad interventi chirurgici.

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