Con il passare del tempo le città hanno progressivamente cambiato aspetto non solo per le nuove costruzioni moderne ma anche per necessità dei cittadini. Se prima le città erano forse meno omologate e particolari, ora, con l’arrivo della globalizzazione, moltissime città tendono ad uniformarsi le une alle altre.
Questo processo che sembra ormai inarrestabile sta cambiando profondamente le abitudini e l’aspetto delle città stesse. In primo luogo, l’idea di poter accedere alle più grandi catene di negozi anche nella propria città, è stato qualcosa di davvero rivoluzionario. Per la prima volta, il cittadino borghese, ha potuto accedere a prodotti esclusivi senza allontanarsi da casa e recarsi nella grande metropoli.
Se per i marchi del lusso questo è sempre stato possibile, per marchi meno costosi, non era affatto così. Fino ad una quindicina di anni fa ogni città aveva i suoi negozi caratteristici che proponevano prodotti differenti rispetto agli altri. Il fatto di avere negozi che non propongono tutti lo stesso prodotto, se da un lato era visto come un vantaggio, dall’altro invece no.
L’idea di non poter accedere a qualcosa di esclusivo e, in qualche modo, più patinato che invece le grandi città proponevano, era visto come uno svantaggio. Per questo motivo, le città, hanno iniziato dapprima ad essere disseminate di negozi facenti parte di catene commerciali e, in un secondo momento, di veri e propri centri commerciali.

Anatomia del centro commerciale
I centri commerciali sono visti proprio come qualcosa di “lontano” ed esclusivo. Il viaggio al centro commerciale era il viaggio che spesso allontanava la famiglia da casa per tutta la giornata durante la domenica. Andare in un centro commerciale, per molti, significava proprio trascorrere il weekend in modo diverso. La strana eccitazione che colpiva coloro che si spostavano dai paesini più piccoli e che si recavano al centro commerciale nella grossa città più vicina, era davvero contagiosa.
Con l’andare del tempo, però, il centro commerciale si è man mano avvicinato anche alle città più piccole; talvolta, assumendo dimensioni ridotte, ma creando comunque e sempre quell’aspettativa iniziale. La costruzione di un nuovo centro commerciale è sempre accolta con grande entusiasmo dai più, che si sentono davvero parte di qualcosa di più grande e importante.
Avere a disposizione un centro commerciale vicino casa è stata vista come una vera conquista dalle piccole realtà cittadine che, per la prima volta potevano accedere a quella sorta di “lusso” che prima non gli era concesso. Con l’andare del tempo, però, il centro commerciale ha progressivamente inglobato ogni cosa, lasciando ben poco spazio ai negozi del centro storico che, progressivamente, sono stati costretti a chiudere i battenti.
Il progressivo impoverimento del centro storico e la globalizzazione che ha portato in qualche modo all’appiattimento delle tipologie d’acquisto, stanno rischiando di avere l’effetto opposto. Se da un lato, inizialmente, il centro commerciale era visto come una svolta in positivo, ad oggi, la svolta viene vista come qualcosa di negativo. Moltissimi sono i cittadini che rimangono perplessi di fronte all’apertura dell’ennesimo centro commerciale.
Se prima era visto come una risorsa, adesso, è una sorta di minaccia. I negozi si ripetono e omologano e laddove c’era la novità, ora, c’è la noia. Le difficoltà sono molte e se all’inizio il centro commerciale portava ricchezza, adesso, rischia di portare povertà a causa della sua costruzione smodata e selvaggia. La tendenza non si arresta ma, di certo, questa riflessione è nata e questo è già sicuramente un passo avanti.
