Luce blu dei dispositivi digitali: danneggia le cellule degli occhi

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Durante la luce del giorno, le lunghezze d’onda della luce blu possono essere molto utili. La luce blu ha un ruolo importante nell’impostare i ritmi circadiani e migliora l’attenzione e l’umore. Ma non ci siamo evoluti per esserne esposti ad un’eccessiva luce blu. Oltre all’ampia luce blu del sole, anche la maggior parte della luce a cui siamo esposti tramite dispositivi digitali è blu. La cornea e la lente dell’occhio non sono in grado di bloccare o riflettere la luce blu. La luce blu dei tablet, computer e smartphone può sopprimere la secrezione di melatonina e devastare i nostri ritmi circadiani, e recenti studi hanno dimostrato che l’esposizione prolungata alla luce blu può danneggiare la retina e di conseguenza le cellule degli occhi.

La luce blu dei dispositivi digitali danneggia le cellule degli occhi

Le nuove ricerche compiute dall’Università di Toledo dimostrano che quando la luce blu colpisce una molecola chiamata retina, innesca una cascata di reazioni chimiche che potrebbero essere tossiche per le cellule nella retina dell’occhio. È un po’ paradossale, perché in realtà abbiamo bisogno della retina, che è una forma di vitamina A che serve per la vista. La retina molecolare, che è in grado di assorbire la luce, si trova nel suo punto specifico all’interno della proteina rodopsina. Quando i fotoni di luce colpiscono la retina, la forma cambia leggermente. Essa compie una piccola svolta e poiché non c’è molto spazio, spinge via parte della rodopsina. Questo leggero riaggiustamento fisico imposta una progressione di cambiamenti chimici che alla fine porta a inviare segnali lungo il nervo ottico nel cervello. Le cellule usate come sostituto delle cellule dei fotorecettori esposte alla luce blu in presenza di retina provoca una distorsione in una proteina importante nella membrana cellulare. A questo segue un aumento sia del danno ossidativo che dei livelli di calcio nelle celluleLe cellule dei fotorecettori non si rigenerano negli occhi e quando sono morte, lo sono per sempre.

Come contrastare il danno causato dalla luce blu

I ricercatori dell’Università di Toledo hanno scoperto che quando è presente una molecola antiossidante chiamata alfa-tocoferolo, che è una forma di vitamina E, si riduce il danno causato dalla luce blu e dalla retina. Questa vitamina E impedisce alle cellule di morire. Purtroppo, con l’età, i livelli di vitamina E diminuiscono e perdiamo questo tipo di protezione. Gli studiosi suggeriscono che la progressiva distruzione delle cellule che rilevano la luce negli occhi a causa di una prolungata esposizione alla luce blu potrebbe quindi contribuire alla degenerazione maculare legata all’età, che è una delle principali cause di cecità. I ricercatori consigliano di non guardare i cellulari, i tablet ed i computer al buio o di utilizzare degli occhiali che riescano a filtrare la luce blu.

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