Se le chiusure imposte dalla pandemia da Covid 19 non hanno per nulla aiutato i commercianti, a peggiorare la situazione c’è ancora una volta il commercio online. Nei primi mesi di questo 2021 infatti, si registrano vendite in calo nei negozi fisici ma un aumento esponenziale delle vendite online. Gli e-store e le piattaforme di vendita online, hanno infatti concentrato e aumentato le vendite, a scapito dei commercianti che in questo modo si vedono anche usurpati di quelle possibili vendite in molti casi davvero importanti per la sopravvivenza dell’attività. E’ infatti proprio Confesercenti a lanciare un nuovo grido d’allarme.

La crisi del commercio

Che la situazione del commercio non fosse buona da molto tempo, è purtroppo cosa nota. Negli anni a causa della crisi e del dilagare delle piattaforme di vendita online, i piccoli commercianti al dettaglio hanno subito gravi perdite. I prezzi concorrenziali e la comodità degli e-commerce, hanno messo ulteriormente in difficoltà un settore già molto provato dalla crisi degli ultimi 10/15 anni.

Purtroppo la situazione è andata in continuo peggioramento, poichè le piattaforme online sono andate sempre più aumentando i loro introiti a scapito dei piccoli venditori. Un ulteriore colpo al commercio al dettaglio è stato dato dalla pandemia, che ha costretto moltissimi commercianti ad una chiusura prolungata e forzata. Chiusura che ha coinciso con l’aumento delle vendite online.

L’allarme di Confesercenti

A dare un allarme forte e chiaro su questa situazione è Confesercenti. L’ente ha infatti mostrato alcuni dati di vendita che riguardano i negozi e gli e-commerce online, sottolineando quanto le piattaforme stiano impattando negativamente sui piccoli rivenditori. Mentre 70 mila sono le attività commerciali che rischiano di chiudere definitivamente, il commercio online nei primi mesi del 2021 è letteralmente volato.

Per una perdita del 9.8 % da parte della grande distribuzione e del 10,7 % per le piccole superfici, la vendita online ha segnato un +37,2 %. Numeri davvero da record che sono destinati anche a crescere, se non si opta subito per un’inversione di tendenza. Inversione che Confesercenti chiede a gran voce per evitare che il commercio fisico crolli definitivamente, mandando sul lastrico moltissimi lavoratori.

Questo è lo stesso trend che si era già registrato lo scorso anno durante il primo lockdown e che però non è mai realmente sceso. L’e-commerce è ormai diventato il nemico numero uno dei piccoli artigiani e dei negozi fisici in generale e continuare a puntare tutto su di esso, è altamente controproducente. Senza ombra di dubbio è necessario includere il commercio online dentro un quadro più generale perchè ormai è una realtà consolidata e praticamente imprescindibile. Tuttavia occorre preservare le attività commerciali e sostenerle per quanto più è possibile. Serve un’economia più lungimirante e oculata che non perda di vista l’importanza del mantenimento del tessuto sociale, che senza attività va progressivamente ad impoverirsi.

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