Se l’emergenza Coronavirus sembra rientrare e dare un sospiro di sollievo, la prudenza non è mai troppa. Questa è infatti la linea che è stata scelta dal Ministro della Sanità Speranza che, alla luce della riapertura delle frontiere, ha scelto per l’Italia una strada diversa dagli altri paesi. Se l’Unione Europea ha deciso di riaprire le frontiere anche ai paesi extra Shengen, l’Italia l’ha fatto ma scegliendo la linea della prudenza da ogni punto di vista.

La decisione dell’Unione Europea

Dopo la faticosissima chiusura delle frontiere imposta in tutta l’Unione Europea il 17 marzo in seguito alla pandemia da Covid 19, è stata riattivata la riapertura. L’Unione Europea ha stilato una serie di paesi extra europei detta “lista verde” a cui riaprirà le frontiere. La riapertura non prevede alcun obbligo di quarantena, ma solo il rispetto delle norme anti-covid.

I paesi che godranno di questa riapertura delle frontiere sono: Serbia, Algeria, Georgia, Giappone, Montenegro,Tunisia, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Tailandia,Uruguay,Canada,Corea del Sud e Australia. A questi paesi sarà poi aggiunta la Cina, ma con una clausola. La capitale Pechino potrà entrare a far parte della lista verde solamente se in grado di garantire la reciprocità all’Europa.

Un passo importantissimo per i paesi dell’Unione Europea e non solo. E’ importante che le frontiere vengano riaperte per permettere all’economia di riprendersi, ma mantenendo alta l’attenzione. L’Italia, da questo punto di vista, ha deciso di prendere una precauzione ulteriore per tutelare la salute dei cittadini.

La riapertura delle frontiere in Italia

Fino all’ultimo anche l’Italia sembrava d’accordo sulla linea dell’Unione Europea ma, tuttavia, la tutela della salute e la paura di ripiombare in piena pandemia, hanno imposto qualche tutela in più. Il Ministro Speranza ha infatti evitato di chiudere Shengen, ma ha scelto una linea più rigorosa. Chiunque provenga da un paese extraeuropeo, dovrà affrontare una quarantena di 2 settimane per precauzione.

Dunque, chiunque provenga da uno dei paesi della lista verde e voglia venire in Italia, dovrà rispettare ancora questa regola. Regola sicuramente rigida ma che, come spiegato dal Ministro Speranza “L’Italia sceglie la linea della prudenza e mantiene in vigore l’isolamento fiduciario e la sorveglianza sanitaria per tutti i cittadini provenienti dai Paesi extra Schengen. La misura si applica nel nostro Paese anche ai cittadini dei 14 Paesi individuati dall’Ue nella “lista verde”, da e per i quali ci si può muovere liberamente da domani”.

Proprio per evitare una nuova diffusione della pandemia, sono stati esclusi alcuni paesi chiave. In primis Russia, Stati Uniti e Brasile. Questi paesi, infatti, non sono ancora ritenuti sicuri e dunque una nuova ondata di contagio potrebbe essere possibile. Ondata che si sta cercando di scongiurare con ogni mezzo possibile. Un nuovo lockdown sarebbe davvero complicatissimo da gestire ad ogni livello e il nostro paese non può permetterselo.

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