Chi naviga o vuole imparare a navigare, richiedendo anche la patente nautica, deve conoscere bene tutte le parti delle barca a vela, ed una delle parti più importanti è sicuramente la randa, una vela sull’unico o principale albero di un’imbarcazione. A seconda del tipo e della grandezza della nave varia anche la dimensione del cosiddetto “braccio con la randa“, uno dei componenti fondamentali, detto in gergo “il boma”. Scopriamo di cosa si tratta, tutte le caratteristiche e le modalità di utilizzo.

Le caratteristiche del braccio con la randa

In alcuni casi la randa viene chiamata in maniera più generica anche “boma”, nome con il quale si indica, nel linguaggio nautico, anche la barra di legno, alluminio o fibra di carbonio che la sostiene.

La forma della randa varia a seconda del tipo d’imbarcazione della nave. Nei vascelli a vele quadre, ad esempio, è la vela quadrata più grande, situata nella posizione inferiore all’albero di maestra. Nelle barche a vela auriche, invece, viene mantenuta tesa dal boma, issata sull’albero chiamato picco, ed ha una forma trapezoidale.

Nelle barche a vela più moderne, con la vela Marconi o bermudiana, la randa è situata a poppavia dell’albero di maestra, tesa dal bomba, e sostenuta da canestrelli o inferiture, situati nella canaletta del suddetto albero. La sua forma, invece, è triangolare.

E’ di sicuro una delle parti più importanti della randa, perché è in grado di usare il vento, tramite il fiocco, permettendo così di decidere la direzione, in condizioni normali o durante le regate. Per utilizzarla al meglio, si devono conoscere quattro mosse:

  • usare la scotta, chiamato anche tesabase, ovvero la cima che permette di orientare la vela, a seconda dell’intensità del vento;

  • usare il trasto, una manovra che permette di regolare correttamente la vela, in grado di spostare sotto o sopravento la randa;

  • usare il vang, un paranco che serva ad abbassare il bomba e regolare così la forma della randa;

  • andare a drizza, una mossa che permette di regolare il grasso della vela verso l’albero, importante quando si cerca di regolare la direzione della barca a seconda del vento.

Le parti della randa ed il loro utilizzo

E’ importante, prima di imparare a muovere correttamente la randa, conoscere bene le sue parti. Dunque, di seguito, trovi la spiegazione di ogni parte oltre al braccio con la randa, alla scotta, al trasto e al vango, già citati, e la loro specifica funzione:

  • l’amantiglio, la cima che sostiene il boma, se manca la vela;

  • le bugne, tre fori bordati agli angoli della vela, con i quali sono collegate alcune manovre;

  • le brancarelle, altri fori bordati, anch’essi collegati per eseguire delle manovre, nei terzaroli;

  • le borose, corde simili alla scotta, che vengono usate con per una vela di piccole dimensioni o ridotta;

  • i metafioni, delle piccole cime, in alcuni casi elastiche, che permettono di raccogliere al boma quella parte della vale che non viene utilizzata.

Una volta presa familiarità con tutte la parti della randa, sarà possibile, con un po’ di pratica, regolare le andature della vela, che sia generica, al traverso, contro il vento o portante.

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