I pesci, si sa, vivono sott’acqua, e se li si toglie dal loro habitat naturale muoiono dopo poco tempo, ma c’è un organo che permette ad alcuni di loro di sostare a mezz’acqua, sapete qual’è? Si chiama vescica natatoria, nota anche come “cocaina acquatica”, immagino siate curiosi di sapere di cosa si tratta, ebbene si, in questo articolo scopriamo in cosa consiste, dove si trova e, soprattutto, in che modo permette ai pesci di restare a mezz’acqua.

Dove si trova e che funzioni ha la vescica natatoria?

La vescica natatoria è situata sopra l’intestino del pesce, e grazie ad essa possono controllare la loro spinta idrostatica, permettendogli di salire sulla superficie dell’acqua, immersi di nuovo e galleggiare. Con essa, i pesci possono sostare a metà dell’acqua perché comprende una camera d’aria che si può riempire a seconda delle esigenze di una determinata quantità di ossigeno, azoto ed anidride carbonica.

L’aria che entra nella vescica, e si dilata quando il pesce risale sulla superficie, viene poi riassorbita nel corpo del pesce, grazie ad una rete di capillari molto fitta, distribuiti ai lati di quest’organo. Quando il pesce discende di nuovo in acqua, la vescica si comprime.

Per delle razze di pesci tropicali, è una riserva di ossigeno, nel caso che quest’ultimo elemento scarseggi nelle acque dove nuotano. Se il pesce viene ferito, o soffre di qualche patologia a quest’organo, probabilmente comincerà a nuotare in maniera sconnessa.

Tuttavia, oltre ad essere una camera d’aria, alcuni pesci possono usarla come recettore per vibrazioni di suoni, ed altri invece possono anche produrli.

Come è già stato accennato prima, non tutti i pesci sono dotati di questa vescica, soprattutto quelli che vivono sul fondo, come gli squali o i ghiozzi. I pesci con uno scheletro osseo, possono far diventare i polmoni una vescica natatoria.

Altri usi oltre a far restare a mezz’acqua i pesci

Oltre ai pesci, la vescica natatoria può essere utilizzata dall’uomo per vari usi. Nelle industrie, ad esempio, viene impiegata per ricavare del collagene, usato come ingredienti per molte birre, e per preparare la colla di pesce, che viene utilizzata nelle ricette per gelatine e dolci come la panna cotta.

In Asia, soprattutto in Cina, invece, viene richiesta per usi gastronomici e come rimedio naturale. Nella medicina tradizionale cinese, infatti, viene usata da sempre per curare diverse malattie, ma nessuna ricerca scientifica ha mai confermato gli effettivi benefici della vescica natatoria. E’ anche possibile che qualcuno l’acquista come oggetto da collezione.

Questa “mania” per la vescica natatoria, purtroppo sta portando all’estinzione di due pesci marini: la vaquita, una piccola focena, e la totoaba, un pesce messicano. Attualmente, la vescica natatoria può arrivare a costare fino a 2000 euro, e nel 2013, la polizia messicana ne ha sequestrate delle partite di quest’organo, ricavate dal totoaba, dal valore di 2,25 milioni di dollari.

Per le sue cifre esorbitanti sul mercato nero, il giornale The guardian gli ha attribuito il titolo di “cocaina del mare”, e nonostante sia illegale, in Cina è ancora in commercio.

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