Sono ormai trascorsi 4 anni dall’uccisione dell’italiano Giulio Regeni in Egitto e ancora non si è fatta e giustizia su cosa gli accadde. Molte sono state le richieste da parte dell’Italia di sapere che cosa fosse successo al ricercatore italiano di cui non si sono ricevute notizie per diverso tempo e che poi è stato ritrovato ucciso al Cairo. Ancora una volta i genitori tornano a parlare del fatto che con l’ambasciatore italiano in Egitto non ci sono più rapporti. Egli, infatti, è da molto tempo non risponde alle loro richieste e domande.

I rapporti interrotti tra l’ambasciatore e la famiglia Regeni

Claudio Regeni e Paola Deffendi tornano a parlare dei rapporti con Giampaolo Cantini, l’ambasciatore italiano in Egitto, che dovrebbe avere il compito di far luce sulla vicenda. La famiglia Regeni fa sapere che, invece, è molto tempo che Cantini non risponde alle sue richieste. Domande per avere finalmente verità e giustizia per Giulio, per cui peró non si trova ancora una risposta.

I genitori di Giulio tornano a spiegare quanto in realtà sia stato detto ma non fatto per scoprire la verità sull’omicidio del figlio. Questo fin dai tempi del invio in Egitto dell’ambasciatore da parte dell’allora Ministro dell’Interno Angelino Alfano.

La famiglia Regeni sottolinea quanto in realtà non si è mai stata veramente presa una posizione dura per cercare verità e giustizia per Giulio. Ma di quanto però invece, l’ambasciatore fosse interessato a mantenere rapporti cordiali con l’Egitto per scopi esclusivamente economici e di altri interessi che esulavano da ció che era accaduto a Giulio.

Gli interessi economici di fronte alla morte di Giulio

Per la prima volta i genitori di Giulio sono stati ascoltati dalla commissione bicamerale e qui hanno rivelato nuovi particolari su questa tristissima vicenda e su come sia stata gestita.

I genitori di Giulio Regeni infatti non hanno parlato solo di Angelino Alfano, ma anche dell’incontro che hanno avuto inizialmente senza legali con il premier Matteo Renzi. Incontro avvenuto proprio ad un mese di sitanza dal ritrovamento del corpo di Giulio nel marzo del 2016.

Molte sono state le affermazioni di vari esponenti politici che si sono pronunciati su questa vicenda. In alcuni casi anche dicendo che già erano stati acquisiti degli elementi importanti per riuscire ad arrivare alla verità sul caso di Giulio. In particolar modo era stato anche affermato che lo Stato Italiano era già in possesso anche delle registrazioni effettuate nella metropolitana del Cairo.

Registrazioni per avere notizie più certe su chi potesse essere l’assassino del ricercatore. Tuttavia in questi anni non si è ancora arrivati ad un dunque; se non ai rapporti bruscamente interrotti con l’ambasciatore egiziano che sembra fondamentalmente portare avanti interessi economici e non di verità e giustizia.

Un ennesimo colpo al cuore per i genitori di Giulio, che già con tanta sofferenza non rivedranno mai più il loro figlio così brutalmente ucciso.

Ti è piaciuto l'articolo?
[Total: 0 Average: 0]