La notizia che ha fatto più scalpore nelle ultime ore è stata di certo la messa in vendita dell’acqua di Chiara Ferragni a ben 8 euro alla bottiglia. Il mondo del web e non solo si è profondamente indignato per questo avvenimento scagliandosi contro Chiara Ferragni e la sua strategia di marketing. Sembra davvero che tutto ciò che Chiara Ferragni tocchi si trasformi in oro. Tutto ciò che lei sponsorizza o di cui parla improvvisamente subisce un’impennata che nemmeno lo spread negli ultimi due mesi ha subito.

Il fenomeno Chiara Ferragni impazza nel mondo del web da circa una decina di anni ma è da circa 6 o 7 che ha preso davvero piede dilagando ovunque. Chiara ha creato il suo business partendo da foto che la ritraevano nei momenti più disparati della sua giornata mettendo in mostra abiti firmati e accessori glamour. Il fenomeno Ferragni è davvero un fenomeno di entità gigantesca che viene studiato nelle più prestigiose università come modello di successo del marketing digitale.

Chiara Ferragni ha di certo avuto un’intuizione geniale e un’intelligenza e una voglia no comuni per poter costruire l’impero finanziario di cui è proprietaria ma per farlo deve aver avuto una contropartita. Scagliarsi apertamente contro Chiara Ferragni senza prima analizzare la società ha davvero poco senso. Lei ha avuto il merito di riuscire a sfruttare tra le prime una nuova corrente che definirei “circolare”.

Chiara Ferragni e l’economia “circolare”

Con economia “circolare” definirei quell’economia in cui sono sempre gli stessi utenti ad essere fautori del proprio successo e del successo degli altri.

Chiunque abbia un profilo social sa benissimo che avere molti Followers significa avere molto “successo” e quindi è necessario cercare un modo per creare questi followers. Il social di certo più adatto e che anche Chiara Ferragni ha utilizzato è Instagram. Instagram è un social dedicato alle foto che risulta essere meno invadente rispetto a Facebook e che mette in risalto esclusivamente le foto più che i contenuti.

Postare foto accattivanti e che catturino l’attenzione usando filtri e ambientazioni particolari è il modo giusto per destare l’attenzione di moltissimi utenti che, magari, inizieranno a seguirvi. Inizialmente però non è tutto così semplice. E’ infatti necessario iniziare a seguire noi per primi utenti che possono risultare interessanti e che potrebbero a loro volta farci entrare in una rete più ampia. Questo avviene perché ad ogni like la nostra foto e di conseguenza il nostro profilo apparirà nelle bacheche con un effetto a cascata.

Come iniziare su Instagram

Per iniziare, dunque, è necessario a nostra volta prendere spunto da profili più seguiti che potranno garantirci nuovi follower. Gli hashtag sono il modo con cui possiamo farci trovare attraverso i social e arrivare a più persone possibile. Uno degli hashtag più usati, soprattutto all’inizio è proprio “followforfollow” che significa proprio “seguimi affinché io ti segua”.

Per avere successo, dunque, almeno inizialmente l’economia da mettere in piedi dovrà essere circolare. Solo quando iniziamo ad acquistare prestigio e followers e i nostri contenuti inizieranno a diventare interessanti per i più, allora metteremo in atto il secondo step. Il secondo step è proprio la gestione dell’account come fosse un’azienda con tanto di sponsorizzazione attraverso applicazioni che possano farlo crescere.

Il fatto che questa tipologia di economia in qualche modo funzioni può sembrare assurdo da un lato ma da un lato dovrebbe indurci ad una semplice riflessione. Se Chiara Ferragni vende l’acqua sponsorizzata da lei a 8 euro è perché coloro che la acquisteranno esistono. Se esistono è perché esiste questo meccanismo che tutti hanno contribuito ad incentivare.

Più che chiedersi se ha senso vendere dell’acqua a 8 euro, bisognerebbe chiedersi come si è arrivati a questo punto. Chiara Ferragni non ha colpa. Ammesso che si debbano trovare colpe, esse sono solo nostre che abbiamo incentivato questa tipologia di economia. Scagliarsi contro di essa avendone attivamente partecipato non ha alcun senso.