Chiusura teatri e cinema: la spiegazione di Franceschini

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Il DPCM di ieri non ha lasciato indifferenti i cittadini italiani, che sembrano non condividere quasi per nulla ciò che il governo ha deciso. Il premier Giuseppe Conte ha illustrato le misure che sono entrate in vigore da oggi e che, purtroppo, vanno nuovamente a colpire ristorazione, cultura e scuola. La scelta è stata molto complicata e molte sono le urla di protesta che si sono alzate da più parti. In particolar modo dal mondo della cultura molte sono le voci dissidenti che ritengono queste chiusure ingiuste e inadeguate. Proprio a questo proposito il Ministro Franceschini ha voluto oggi chiarire il perchè di queste misure restrittive.

Le chiusure di cinema e teatri

Il nuovo DPCM entrato in vigore oggi impone nuove importanti restrizioni alla scuola, alla ristorazione, ma soprattutto alla cultura. Se la didattica online viene favorita e bar e ristoranti devono chiudere alle 18.00, cinema e teatri si trovano a dover far calare il sipario e basta. Per tutti i luoghi di cultura infatti, al momento lo stop è totale e non ammette replica.

Un durissimo colpo per uno dei settori più colpiti da questa pandemia, che davvero mette sul lastrico molti lavoratori che avevano già fatto molti sforzi per risollevarsi dopo la prima ondata. Le strutture erano state per la maggior parte adeguate, il pubblico molto ridotto e gli sforzi per non spegnere il motore della cultura immani.

Proprio per questo motivo, il mondo dello spettacolo si è sollevato all’unanimità con un forte grido di dissenso nei confronti di queste misure. Misure che non tengono conto dei dati che vorrebbero ben pochi casi di contagio proprio all’interno delle sale, dove si può mantenere la distanza di sicurezza e il controllo. A questo malcontento ha voluto però oggi rispondere il Ministro Franceschini, per spiegare il perchè di queste decisioni.

La risposta di Franceschini

Il Ministro della Cultura Dario Franceschini ha voluto rispondere alle grandi perplessità e al malcontento che si è sollevato in modo praticamente uniforme da tutto il mondo dello spettacolo. Il Ministro Franceschini ha spiegato che le chiusure sono state pensate per evitare che la situazione si faccia ancora più drammatica di quanto già non sia ora.

Nonostante il contagio sembri essere basso all’interno delle sale e ai teatri, queste attività culturali spostano moltissime persone, creando quindi una situazione di pericolo e aumentando il rischio. Chiudere ora significa cercare di fermare l’aumento dei contagi ed evitare un lockdown totale di tutto il paese.

Se il resto del paese riesce a fare da traino, anche questi settori potranno poi respirare. In caso contrario la situazione diventa insostenibile. Senza contare che sono stati promessi finanziamenti per sostenere le imprese in difficoltà. Il momento è davvero molto delicato e uscirne è complicato, ma possibile.

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