Concorso docenti 2019: facciamo chiarezza nel marasma delle informazioni che circolano nelle ultime ore. 100mila aspiranti al mega concorso in agenda il prossimo 2019. Una bella fetta dal momento che il concorso scuola docenti autorizzato dalla Legge di Bilancio 2019 non richiede l’abilitazione all’insegnamento. Uno schiaffo a chi con molti sacrifici ha concluso l’abilitazione e che si vede cambiare le regole di anno in anno? Ma anche un’oppurtunità per chi ha comunque il titolo e vuole sedere in cattedra. Partendo dal presupposto che ancora tutto è in alto mare e che alcuni suggerimenti  potremo darli solo quando la legge summenzionata verrà deliberata definitivamente, vediamo i requisiti per poter accedere al concorsone.

I requisiti

Fino ad ora, si accede con laurea + 24 CFU in discipline  antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche (potranno non essere in possesso dei 24 CFU i docenti con 36 mesi di servizio, ma solo per la prima procedura).Per laurea idonea si intende quella del laurea vecchio ordinamento, specialistica/magistrale e non la laurea di primo livello, ovvero la triennale. Meglio per chi aspira alle docenze tecnico pratiche: basterà il diploma e saranno esentati dal raggiungimento dei famosi 24 cfu fino al 2024/25. Fermo restando, che ogni aspirante alla cattedra di riferimento, dovrà essere con il piano di studi nonostante abbia una laurea quinquennale e il conseguimento dei 24 CFU non esonera dal conseguimento di eventuali CFU per essere in regola con il piano di studi.

La riforma secondo il Ministro Bussetti

Sul rivedere al meglio le riforme dei concorsi pubblici per l’insegnamento, è intervenuto in merito  anche il Ministro dell’Istruzione Bussetti il quale ha dichiarato che l’intento primario di queste riforma è quello di avere in cattedra docenti giovani possibilmente under 30, secondo il ministro questo sarà possibile grazie alla facilitazione de metodi concorsuali che danno il disco verde per l’accesso all’insegnamento  ed altri cambiamenti come  il ritorno al concorso abilitante e la semplificazione del FIT che di fatto ritorna ad essere l’anno di prova, ripetibile per una volta. Insomma un vero e proprio cambio di rotta che se si dovesse realizzare, darebbe respiro agli under 30 sempre più penalizzati nell’ingresso del mondo del lavoro.

Le statistiche

Dati alla mano, secondo le statistiche che sono state stilate fuori dal sistema Excelsior di Unioncamere insieme ad Anpal, emerge che il «tasso di fabbisogno» più elevato da qui al prossimo 2022 concerne alcuni laureati in particolare: statistici, ingegneri, laureati in economia, medicina e chimica farmaceutica. A cui si congiunge lupus in fabula una sorpresa: quella dei laureati negli indirizzi insegnamento e formazione di cui ci sarà un’ampia domanda a fronte di un turn over previsto nelle scuole.

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