La scienza ha raggiunto frontiere davvero incredibili e, coniugata con la medicina ,è riuscita a ridare speranza a moltissimi che l’avevano persa. Un tema davvero molto importante e delicato è quello della paralisi con cui purtroppo molte persone devono convivere in seguito a malattie o ad incidenti in cui viene lesionato il midollo spinale. In questi casi, purtroppo, viene lesionata quella parte di informazione che dal cervello giunge agli arti e questi non sono più in grado di muoversi. In questi casi viene interrotto quel ponte cerebrale che permette alla persona di muoversi liberamente. La rottura molto spesso la costringe su una sedia a rotelle, o peggio ancora in un letto.  Tuttavia gli studi stanno facendo passi da gigante e proprio di questi giorni è la notizia che un uomo con una lesione al midollo è tornato a camminare, seppur per un breve periodo, grazie all’utilizzo di un esoscheletro.

Speranza riposta dell’esoscheletro

Questo studio è stato pubblicato su “The Lancet Neurology”. Esso spiega proprio come quest’uomo, rimasto paralizzato, sia tornato a camminare grazie all’utilizzo di questo esoscheletro pensato apposta per lui. L’esperimento consiste nell’impiantare due elettrodi sottopelle affinché la corteccia cerebrale sia in grado di inviare gli impulsi a tutto il resto del corpo. Questi impulsi sono stati poi raccolti e tradotti dagli elettrodi e inviati agli arti per muoversi.

L’esperimento non è stato ovviamente così semplice. L’uomo ha dovuto sottoporsi per un anno ad una serie di allenamenti molto particolari che permettessero al suo cervello di inviare impulsi che i suoi arti potevano tornare a capire.  Nel tempo, infatti, questo ponte cerebrale tende ad atrofizzarsi perché non viene più utilizzato. Il segnale non passa più e quindi è come se il cervello dovesse insegnare al corpo a muoversi. L’esperimento, però, ha avuto successo. Nonostante questo sia solo un primo passo verso l’utilizzo di questo esoscheletro, è stato davvero importante farlo. Questo è solo il punto di partenza per una nuova speranza di miglioramento della vita per tutti coloro che hanno questa disabilità.

I prossimi step di ricerca

L’esoscheletro è sicuramente la scelta migliore perché va direttamente a stimolare gli arti  con un apposito sistema di elettrodi impiantato nel paziente.  Ogni paziente può dunque insegnare a se stesso senza utilizzare un sistema creato in modo universale poiché può essere adoperato ad hoc. Tuttavia questa strada viene perseguita, ma è anche molto lunga e perigliosa. Per questo parallelamente ci si concentra soprattutto sulla creazioni e sul miglioramento di arti artificiali e robotici che possano davvero essere utilizzati da tutti coloro che ne hanno bisogno.

La scienza fa passi da gigante e la medicina riesce a trovare sempre nuove soluzioni. La strada è di certo lunga e difficile. Tuttavia, grazie allo studio, l’impossibile sembra diventato possibile e si torna a dare speranza a chi l’aveva completamente persa.

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