Nel momento in cui si iniziò a parlare dello scandalo Cambridge Analytica, circa un anno fa, a tutti sembrò che il popolare social network Facebook, fosse giunto alle battute finali o quasi. Lo scandalo che ha coinvolto Mark Zuckerberg e che ha visto migliaia di dati degli utenti trafugati illegittimamente, sembrava aver decretato la fine del popolare social network. Ad un anno di distanza, però, uno studio sull’utilizzo dei social in tutto il mondo mostra qualcosa di ben diverso.Dopo l’iniziale tremendo scandalo che ha coinvolto Facebook, molti utenti non hanno rinnovato la fiducia e hanno abbandonato il popolare social. Inizialmente sembrava che davvero il social di Zuckerberg stesse vivendo una profondissima crisi da cui difficilmente si sarebbe risollevato. Ad un anno di distanza però, non solo non sono diminuiti gli utenti ma anzi, sono aumentati.

Durante questo studio sono stati messi sotto esame ben 167 paesi in tutto il mondo. Di questi ben il 92% di essi, pari a 153 paesi, hanno Facebook come social network preferito. Questo dato è decisamente curioso, soprattutto se si pensa alla vera e propria gogna mediatica a cui l’anno scorso fu sottoposto Zuckerberg.

Aumento iscrizione a Facebook dopo Cambridge Analytica

Ad essere imputato, il fatto che il social spiasse gli utenti nelle loro ricerche tramite un algoritmo in grado in un secondo momento di riproporre pagine affini agli interessi mostrati. Tutto questo è stato fatto senza il consenso degli utenti, consenso poi introdotto in un secondo momento con un accordo da firmare. Moltissimi sono anche ora gli utenti che non sanno che l’algoritmo del social funziona così. Probabilmente lo stesso scandalo non viene nemmeno più ricordato e, forse, in parte nemmeno capito.

E’ molto strano il fatto che in un primo momento tutto il mondo, soprattutto quello social direttamente interessato, si sia scagliato contro il creatore Zuckerberg. Di certo il problema della privacy è molto serio. Il problema è stato giustamente sollevato, quello che risulta incredibile è che sia già stato dimenticato tutto. Sono bastati pochi mesi per far si che tutto l’accaduto sia andato nel dimenticatoio. Tutto questo senza contare che gli utenti non sono affatto diminuiti ma, anzi, sono aumentati.

Di certo è molto curioso questo fatto ma forse nemmeno più di tanto. La riflessione necessaria che va fatta è di certo di quanto facilmente si dimenticano le “malefatte” fatte ai danni degli utenti. Il fatto che l’algoritmo possa proporre cose interessanti per l’utente di per se non è un male. Può di certo essere però un male il fatto che i propri dati vengano divulgati e utilizzati da terze parti senza il consenso, come è avvenuto. Imporre una vera e propria gogna mediatica per poi, di fatto, continuare ad utilizzare il popolare social, è un comportamento curioso.

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