Anche questa settantaseiesima edizione del Festival del Cinema di Venezia non è esente da polemiche. Ogni anno il Festival porta con se polemiche, talvolta anche che non riguardano direttamente i film in concorso, e quest’ano non ha fatto eccezione. Ad essere messa sotto accusa è direttamente Lucrecia Martel, la presidente di giuria del festival, dopo le dichiarazioni sul film di Roman Polanski.

Polemiche al Festival del Cinema di Venezia

Anche l’edizione numero 76 del Festival del Cinema di Venezia porta con se delle polemiche e questa volta particolarmente pesanti e sgradite. La lente di ingrandimento, infatti, quest’anno viene posta direttamente sulla Presidente di Giuria che ha aspramente e apertamente chiarito la sua posizione in merito al film di Roman Polanski “J’accuse”. Posizione che poi è stata meglio chiarita in seguito.

La Martel ha dichiarato in un primo momento di non voler partecipare alla serata di gala organizzata per accogliere il film di Polanski. La Presidente ha detto esplicitamente di “non voler alzarsi in piedi e applaudirlo”, affermazione che ha ovviamente scatenato le polemiche e la reazione di tutti coloro che lavorano a questa importante kermesse e non solo.

Il problema è legato, ovviamente, alla condanna che Roman Polanski ha per lo stupro di una ragazza diciassettenne. Questo aspetto ha creato non poche perplessità e problemi anche in passato. Ovviamente un fatto di questo tipo è difficilmente gestibile, nonostante la grande bravura del regista. E in questa occasione, questo è stato ancora sottolineato.

Per questo motivo Alberto Barbera, aveva proprio dichiarato qualche tempo fa, prima dell’inizio della kermesse, che bisogna distinguere l’uomo dall’artista. Il film di Polanski era al concorso proprio perché Barbera stesso ritiene che Polanski sia ancora uno dei registi migliori del cinema americano. Questa precisazione era stata fatta proprio per evitare ogni possibile polemica. ma purtroppo non è servita.

La posizione di Lucrezia Martel su Polanski

Dopo le dichiarazioni della Martel si è sollevato un grande polverone, che ha oscurato lo scopo primario del Festival di promuovere il cinema. Uno dei produttori, Luca Barbareschi, ha commentato con durezza le parole della Martel, dicendo che a questo punto un’opzione potrebbe essere il ritiro del film dal concorso. Questo perché il film non verrebbe valutato in modo neutrale ma già con molti pregiudizi.

Barbarschi ha sottolineato come sarebbero necessarie delle scuse ufficiali da parte della Presidente, per assicurare la buona riuscita del Festival. Scuse che, però, non sono mai arrivate ma che, tuttavia, hanno lasciato spazio ad un chiarimento, Chiarimento che sembra aver, per il momento, calmato le acque.

La Martel ha spiegato come apprezzi Polanski come regista, ma anche come non riesca a scinderlo dalla persona. Per questo motivo voleva evitare di applaudire a qualcosa che sicuramente le sarebbe piaciuto a livello artistico ma che faceva riferimento ad una persona da lei ritenuta moralmente biasimabile. Ha poi sottolineato come però guarderà il film in modo completamente oggettivo. E di come il suo giudizio sarà assolutamente imparziale. Martel ha puntualizzato che, se così non fosse stato fin dall’inizio, si sarebbe sicuramente dimessa.

 

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