E’ passata da pochissimo la notte degli Oscar che ha incoronato soprattutto la musica, con le vittorie, tra le altre, di “Bohemian Rapsody” al miglior attore e alle musiche e di Lady Gaga con “Shallow” votato miglior brano originale per “A star is born”, che già è tempo di altre premiazioni. Il prossimo importante Festival sarà il Festival di Cannes che premierà i migliori titoli con il premio Made in France. Ancora poche le notizie a riguardo ma nella giornata di oggi è arrivato il tanto atteso nome del presidente della giuria: Alejandro Innarritu.

Il programma del Festival di Cannes

Come ogni anno il Festival si svolgerà nella tarda primavera e quest’anno è in programma per il periodo compreso tra il 14 e il 25 maggio. Come ogni anno c’è molta attesa sia per sapere i titoli in gara che per l’arrivo sul red carpet delle star. Il Festival di Cannes consegna di certo uno dei titoli più ambiti per la cinematografia e farne parte è sempre un onore.

La partenza è di certo insolita anche e soprattutto per la scelta del presidente di giuria. Non certo per le doti di regia di Inarritu, ma di certo per le posizioni politiche e per il pensiero spesso espresso dal regista messicano che di certo faranno discutere. E’ un probabile segnale di una tendenza che già si era vista agli Oscar, che hanno voluto lanciare un chiaro messaggio di integrazione.

La scelta di Alejandro Inarritu

Di certo la scelta non è stata per nulla scontata. Scegliere Inarritu è di certo una scommessa, non per le sue doti indiscusse di regista, ma per i temi trattati. Inarritu è il regista di capolavori come “Biutiful”, “Birdman”, “Amores Perros”. Ma anche e soprattutto di “Babel”, “21 Grammi” e “The Revenant” che ha consegnato a Leonardo Di Caprio l’agognato Oscar per la miglior interpretazione.

Inarritu, da sempre vicino ai temi sociali, aveva scioccato il pubblico di Cannes con la sua installazione del 2017 “Carne Y Arena”, cruda e violenta, che aveva come tema la costruzione del muro tra Messico e USA. Da sempre vicino ai temi sociali, di certo il fatto di essere un regista di origine messicana ha influito su questa scelta.

Di certo Inarritu sarà all’altezza della situazione e si conferma profondamente onorato di questa investitura. Il regista ha confermato che farà del suo meglio per poter premiare chi lo merita di più. Di certo la scelta di Alejandro Inarritu segna chiaramente la tendenza che già si era vista agli Academy che hanno avuto come unica bandira di quest’edizione l’inclusione e l’integrazione. Si spera che il cinema possa aiutare e far riflettere su un’integrazione che in questo momento storico è difficile. L’arte è una straordinaria forma di unione ed è giusto che venga utilizzata al meglio.

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