Il Busento è un affluente del fiume Crati, ed entrambi arrivano a Cosenza. Ma qual’è il più lungo, tra i due? Quali caratteristiche hanno? Ed oltre ad ammirare questi fiumi, cos’altro c’è da vedere a Cosenza?

I fiumi

Il Crati è il fiume principale della Calabria, lungo 91 chilometri. Esso ha origine alle pendici occidentali della Sila (area montana situata nel centro-settentrione della Calabria), ai 1650 metri di altezza, tra Timpone Bruno e Timpone Tenna, ad Aprigliano. Da lì scende, fino ad arrivare a bagnare Cosenza, per poi sfociare nel Golfo di Taranto. Nel suo percorso, attraverso più di venti comuni ed è il principale fiume della Calabria per ricchezza di acqua, e può ingrossarsi o diminuire a seconda delle condizioni climatiche.

Accanto a questo fiume, vi è il Busento, che nasce nel comune di Domanico, dal monte Serratore. Percorre 36 chilometri, prima di sfociare nel Crati, ed è noto per la laggenda che gira attorno ad essa, ripresa poi nella letteratura italiana e straniera, in merito alla morte di Alarico I. Si dice che il re dei visigoti, morì nel 410 d.C., a Cosenza e, come prevede l’usanza visigota, venne sepolto con l’oro preso a Roma, dopo il sacco, nel fiume di Busento. Per fare ciò, furono sfruttati centinaia di schiavi, per un complesso lavoro di ingegneria idraulica, e che questi furono trucidati per non far sapere dove si trovasse. Questa storia ispirò la poesia Das Grab im Busento (La tomba di Busento), del drammaturgo tedesco August Graf von Platen, che venne poi tradotta in italiano da Giosuè Carducci.

Cosa vedere a Cosenza

Come si può notare, già il fiume Busento può essere un attrattiva turistica, ma non l’unica da vedere a Cosenza. A cominciare dal Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta, edificata nel 1222 d.C., in stile romanico-gotico, a cui nel tempo vennero aggiunti elementi neogotici e barocchi. All’interno di questa chiesa, si possono visitare i mausolei di Enrico VII di Germania ed Isabella d’Aragona.

Un’altra chiesa da visitare è sicuramente quella di San Domenico, affacciata su piazza Campanella, ed eretto a metà del Quattrocento. In realtà, prima vi era un altro edificio, che venne consacrato come monastero nel 1468. La chiesa venne realizzato in stile gotico, ma la sua cupola rivestita di rame è in stile barocco. All’interno della chiesa, si trova anche un museo di arte contemporanea.

Chi ama i castelli può visitare il Castello Normanno Svevo, sul colle Pancrazio, eretto nell’XI secolo, a 383 metri sul mare, come struttura militare, che nel tempo venne usata anche come carcere.

Non solo Roma vanta delle ville da visitare: a Cosenza, infatti, vi è Villa Vecchia, che comprende un giardino comunale, con laghi, fontane, statue ed aree di ristorazione. Villa Rendano, invece, è un palazzo risalente al 1891, per opera della nobiltà locale, che oggi è stata adibita a centro culturale polifunzionale.

Tra i musei, si può visitare quello di Arti e Mestieri (MAM), che ha lo scopo di ricordare e preservare gli antichi mestieri, oppure il museo storico, presente al centro della città, diviso in diverse aree, e che espone opere d’arte per mostrare com’era Cosenza nei secoli.

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