Uno degli argomenti chiave su cui si è più giocato in campagna elettorale è di certo la Flat Tax.

E’ il partito guidato da Matteo Salvini il più grande propositore di questa ormai famosissima proposta economica che dovrebbe aiutare l’economia italiana a risollevarsi.

Negli ultimi anni c’è stato un progressivo impoverimento del popolo italiano che con sempre più fatica riesce a far fronte ai propri bisogni.

La crisi economica ha portato moltissimi alla perdita del lavoro con un conseguente impoverimento e difficoltà.

E’ soprattutto il ceto medio basso ad aver subito il crollo peggiore e ad aver la necessità di poter tornare a sperare in un paese che possa garantire il lavoro e una condizione di vita migliore.

Un annoso problema italiano da sempre esistito è di certo quello delle tasse, molto spesso davvero alte e con importi difficili a cui far fronte.

Occorre però fare un passo indietro.

Il problema tasse

Pagare le tasse è fondamentale per poter dare al paese il contributo necessario per il proprio sostentamento.

Con le tasse si pagano tutti i servizi che lo stato mette a disposizione dei cittadini redistribuendo il denaro laddove c’è bisogno.

Un esempio lampante è la sanità pubblica.

Il denaro recuperato per la sanità pubblica  tramite le tasse viene redistribuito a coloro che ne hanno più bisogno con l’assistenza sanitaria gratuita.

Come la sanità anche per tutti gli altri campi della società vengono utilizzati soldi pubblici ed è quindi importante contribuire al sostentamento dello stato.

Le tasse sono commisurate sul reddito del cittadino affinché chi ha un salario maggiore possa contribuire maggiormente.

Questa è una proporzione necessaria affinché ognuno possa contribuire al sostentamento ma riuscendo a garantire per se stesso un mantenimento adeguato.

Moltissime sono le tipologie di tasse differenti e con l’andare del tempo il sistema si è ulteriormente complicato.

La complicazione del sistema, le nuove tasse e contemporaneamente i salari sempre più bassi hanno contribuito ad un sostanziale peggioramento a cui dover far fronte.

Per questo motivo si cerca una via d’uscita e la Lega sembra averla trovata nella Flat Tax.

Ma, esattamente, cos’è la Flat Tax?

La Flat Tax, che letteralmente significa, tassa piatta dovrebbe consistere di un’unica aliquota che però sarebbe indipendente dal reddito personale di ogni cittadino.

La logica dovrebbe essere quella di semplificare il fisco al massimo e di pagare tutti ma pagare menoma la realtà, però, rischia di essere ben diversa da come appare.

Il fatto di “appiattire” la tassazione imponendo a tutti la stessa quota può sembrare una buona soluzione ma, di fatto, non lo è.

L’aliquota fissa andrebbe a sostituire l’imposta sul reddito che è in vigore adesso, con aliquote variabili dal 23 al 43%, per averne solo una fissata al 15%.

Detto così sembra che comunque la tassazione sia inferiore per tutti ma, a conti fatti non è affatto così.

Se chi ha un reddito annuo pari a 30.000 euro, per esempio, si trova a pagare la stessa cifra di chi di euro ne guadagna 100.000.

La sproporzione è assolutamente evidente, poiché il ceto più ricco continuerà ad arricchirsi pagando le stesse tasse del ceto medio.

Un ulteriore problema è se questa tipologia di tassa risulta essere costituzionale oppure no.

Secondo l’articolo 53 della nostra Costituzione, infatti Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Stando così le cose, la flat tax, non solo è difficilmente applicabile, ma anche decisamente controproducente proprio per quei cittadini che ne hanno più bisogno.