Quello che ieri ha espresso il Premier Giuseppe Conte era probabilmente abbastanza scontato, tuttavia è stato necessario per chiarire esattamente la sua posizione all’interno di questo caos elettorale. Una posizione che Conte non ha mai nascosto e che ha ribadito proprio nella serata di ieri in diretta TV. Specificando anche che l’azione di governo, se già prima era comunque indipendente dal voto, a maggior ragione ora non deve essere compromessa.

La posizione di Conte rispetto a Salvini

Il Premier Conte ha ribadito la posizione che detiene nei confronti di Matteo Salvini, specificando quanto le elezioni in Emilia Romagna, in realtà, non fossero affatto un referendum sul suo governo. Di certo perdere in Emilia Romagna significava fare i conti con un governo che rappresentava, di fatto, ormai una minoranza, ma soprattutto che il vento del populismo aveva conquistato anche l’ultimo baluardo rimasto. Baluardo che, invece, ha resistito e ha dimostrato quanto non sempre le modalità utilizzate da Salvini siano utili.

Il Premier Conte assume la posizione di molti leader politici, compresi alcuni esponenti della destra, secondo cui Matteo Salvini avrebbe sbagliato a personalizzare il voto trasformandolo in una sorta di referendum su se stesso. Referendum da cui è uscito sconfitto lui e le sue modalità di approccio.

Questo è un chiaro segnale che ha una duplice valenza. Da un lato, la sinistra non deve pensare di aver portato a casa un risultato che dimostri più di ciò che significa. La sinistra ha vinto anche e soprattutto grazie alla buona amministrazione di Bonaccioni che prescinde dal partito e al supporto delle sardine.

Dall’altro lato, la destra, deve fare i conti con delle modalità di approccio che non sempre pagano. L’elettore non sempre apprezza l’eccessiva esposizione mediatica e in qualche modo la ridicolizzazione delle istituzioni. Preferisce la concretezza dei fatti e, nel caso di Bonaccini, un’amministrazione sicura ed evidentemente apprezzata.

Il caos 5 stelle

Il Premier Conte si è anche espresso sul caos che sta invadendo ormai da tempo il Movimento 5 stelle, partito da cui lui proviene. La sua posizione super partes, in questo momento, è di certo la soluzione migliore per poter arginare in qualche modo questa crisi e per tenere le redini di un governo difficile da gestire ma che deve andare avanti nella sua missione. Una missione difficoltosa in cui il peso delle forze politiche che lo costituiscono è progressivamente variato nel tempo.

Da primo partito in Italia, il Movimento 5 stelle, ha dovuto sopportare un crollo incredibile che l’ha addirittura riportato ad un 4% da cui era partito. Un risultato storico, ma in negativo. Le dimissioni di Luigi Di Maio sono state semplicemente una mossa d’anticipo di quello che ormai era inevitabile. In questi mesi di governo il movimento ha costantemente perso esponenti e credibilità e soprattutto ha fatto perdere la fiducia all’elettorato, che ha smesso di credere in lui.

Secondo l’analisi di Giuseppe Conte a livello regionale il Movimento non ha mai convinto. Inoltre, in seguito a questi due anni di governo prima con Lega e poi con il PD, l’elettorato ha quasi definitivamente perso la fiducia.

Il Premier è ormai una figura di rilievo e super partes molto differente dall’inizio del suo governo. Molti erano coloro che in Conte vedevano solo un fantoccio da manovrare nelle mani di Salvini e Di Maio e che si sono dovuti ricredere. Il Premier prosegue con la sua azione di governo cercando una mediazione e un equilibrio tra le due forze, il cui potere politico si è ribaltato.

Un compito di certo non semplice, ma che forse riuscirà a tenerlo saldamente alla guida di un paese che ha la necessità di un governo stabile. Un governo che deve saper fronteggiare tutti i problemi economici e sociali e che deve vedere l’attuazione di un piano di sviluppo concreto. Piano che per essere attuato ha bisogno di un governo stabile che duri per tutto il corso della legislatura.

Il futuro di Giuseppe Conte

Al momento il presente e il futuro del Premier Conte sono al governo con il PD e i 5 stelle. Non c’è alcuna paura delle prossime elezioni regionali e l’unico intento del premier è quello di continuare a portare avanti l’azione di governo senza interruzioni. Interruzioni fino a ieri invocate a gran voce dalla destra e soprattutto da Salvini che, almeno per ora, sembra rivedere il suo piano d’attacco.

Un piano che per molto tempo lo ha visto come uomo solo al comando e che, però, non si è sempre rivelato vincente. Nonostante le posizioni del leader della Lega rispetto a Fratelli d’Italia e a Giorgia Meloni si stiano progressivamente allontanando, è necessario rafforzare il fronte comune. Un fronte che, al momento, è molto indebolito.

Le elezioni in Emilia Romagna hanno ristabilito gli equilibri politici dentro e fuori il governo e quello che il premier si augura è di avere un momento di tregua da quella che sembra una campagna elettorale continua. Atteggiamento per nulla costruttivo che rischia di distogliere attenzione ed energie ai problemi veri del paese.

Problemi che Conte spera di poter fronteggiare con la sua azione di governo che riunisce PD e Movimento 5 stelle nonostante tutto e tutti. Gli smottamenti interni non sono di certo destinati a cessare. Zingaretti in primis aveva assicurato che dopo le elezioni in Emilia avrebbe sciolto il PD e fondato un altro partito. Tuttavia, ciò che realmente conta, è analizzare con lucidità la situazione e andare avanti a prescindere dalle forze politiche in gioco. Conte, infatti, ribadisce di essere un uomo delle istituzioni che lavorerà per l’Italia indipendentemente dal partito politico.

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