In Italia il caffè non è considerato solo una semplice bevanda da gustare ogni tanto. E’ definito come il rito indiscusso, o meglio ancora come l’unico carburante in grado di attivare il corpo all’inizio della giornata. Il 65% degli italiani, infatti, ritiene di non essere in grado di iniziare la giornata senza aver prima preso un caffè. C’è chi lo considera un piacere e chi invece ne ha ormai creato una dipendenza, dalla quale è difficile, se non impossibile, uscirne, abusandone senza il minimo contegno. Modestia a parte, la nostra nazione è una tra le più grandi produttrici delle migliori qualità di caffè al mondo ed ogni marchio esistente si adopera anno dopo anno per affinarne gusto, aroma e corposità.

Anche se il consumo di questa straordinaria bevanda è ingente, l’Italia non rientra nel podio e nemmeno tra i top 5 dei consumatori. Il primo a mondo per il consumo del caffè è il Nord Europa, specialmente nei paesi scandinavi. Al primo posto rientra la Finlandia, nella quale vengono consumati più di 10 kg di caffè ogni anno, seguita a ruota dalla Norvegia e dall’Olanda, che consumano rispettivamente 7,2 kg e 6,7 kg di caffè all’anno. L’Italia vede il suo posizionamento al nono posto in classifica, con una quantità annua di caffè pari 5,5 kg. Questa, però, non è condizione necessaria e sufficiente per dire che nel nostro paese il consumo di caffè è ridotto rispetto al resto del mondo. Anzi, è risaputo che la percentuale di italiani che beve il caffè espresso almeno una volta al giorno è altissima, ed è pari al 93%.

Perché l’Italia si classifica tra i primi consumatori?

In Italia esistono numerosissimi marchi produttori di caffè ed è sempre molto difficile definire quello che potrebbe essere il migliore in assoluto. Ogni casa produttrice si distingue per corposità, per gusto o per aroma e ognuna di loro tende a fare della propria particolarità il proprio cavallo di battaglia. E’ stato constatato che uno tra i caffè italiani più amati viene prodotto dalla casa Nespresso e nel relativo sito internet è possibile trovare questo prodotto suddiviso per tipologia, a partire dalla polvere per la caffettiera (detta anche, più comunemente, moka) fino ai prodotti specifici per le macchine da caffè più tecnologiche, come le capsule compatibili Nespresso.

La posizione in classifica così bassa non sta nel numero di tazzine consumate, ma nelle abitudini degli italiani rispetto a quelle dei nordici. Nei paesi scandinavi di solito è buona usanza prendere il caffè lungo al posto dell’espresso, che sarà sicuramente meno concentrato di quest’ultimo. Questo implica che venga consumato più di due o tre volte nell’arco della giornata e anche le quantità saranno sicuramente maggiori. Basta pensare alle enormi tazze piene di liquido nero che si vedono molto spesso nei film.

In Italia, invece, la metodologia di consumo è totalmente diversa. L’idea di caffè lungo è comunque molto lontana da quella presente nel resto del mondo. Nel nostro paese non è consuetudinario vedere qualcuno passeggiare per le vie delle città con in mano enormi bicchieroni di carta contenenti caffè. Per gli italiani, infatti, esiste il rito del “caffè al bar”, nella quale la bevanda viene servita nei locali adibiti in quantità molto minori, con un corposità molto più concentrata ed in tazzine molto più piccole, spesso di raffinato design, per esaltare il piacere di prendere il caffè. E’ stata stimata una vendita giornaliera di tazzine di caffè pari a 174.000. Dunque, anche se viene ordinato un caffè lungo, la quantità che verrà servita sarà comunque inferiore alla quantità di caffè lungo impostata dai paesi nordici. E’ stato definito che il caffè preparato in casa viene consumato da circa il 93% della popolazione italiana, seguito dal 72% della popolazione che lo consuma al bar, istituendo nel tempo un vero e proprio rito. Gli italiani non si fanno mancare il piacere del caffè nemmeno a lavoro e in ogni stabilimento sono presenti almeno due, o tre, macchine per il caffè. La pausa caffè è ormai diventata sacra, tanto da poterla quasi inserire tra i diritti del lavoratore, e la percentuale della popolazione italiana che è favorevole e prende parte a tale rito è pari al 48%.

Il caffè, quindi, non è soltanto una bevanda. E’ il rito mattutino per eccellenza ed è la quintessenza del piacere per chi, come l’italiano medio, non può farne a meno.

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