Per la prima volta, negli ultimi anni, in Germania si è giunti con fatica ad una coalizione che vede ancora una volta la cancelliera Angela Merkel e Schultz alla guida di un’intesa di cui fanno parte CDU, CSU e SPD.

La cancelliera tedesca ha definito questo raggiunto accordo siglandolo come un “doloroso compromesso” che ha dovuto di certo fare dopo aver riscontrato un forte malcontento del popolo tedesco nei confronti del suo governo e della politica in generale.

Questo passerà alla storia come il più difficoltoso compromesso che il governo tedesco degli ultimi anni ha dovuto fare e anche quello che ha richiesto i tempi di decisione più lunghi e difficili per essere messo in atto.

La nuova coalizione è siglata da un contratto titanico di ben 179 pagine per 14 articoli che sviluppano tutte le tematiche principali che il governo dovrà affrontare in questi anni e i modi per farlo dal momento che una coalizione così complessa e fragile non c’era mai stata.

Il primo e più importante argomento del contratto è di certo l’Europa.

La Germania si impegna a riformare le istituzioni dell’Unione Europea in accordo con la Francia e si impegna a valutare il bilancio economico stilando un quadro che possa avere validità pluriennale.

L’uscita dall’Unione Europea della Gran Bretagna introduce ovviamente la necessità di una rimodulazione delle risorse finanziarie dell’Unione Europea che devono essere ridistribuite in modo equo e Berlino, dal canto suo, fa sapere di essere disposta a investire meglio e in quantità maggiore nell’economia europea.

Nelle intenzioni del governo tedesco c’è la volontà di trasformare il Meccanismo europeo di stabilità (ESM) un vero e proprio fondo monetario gestito dal parlamento Europeo.

Nelle intenzioni del futuro governo c’è anche un investimento importantissimo di circa 10 miliardi di euro in formazione, ricerca, università e sostegno per le famiglie e gli asili nido e quindi un potenziamento del welfare.

Quali siano le reali possibilità che questo governo così fragile funzioni non si sa, quello che è certo è che le migliori intenzioni ci sono tutti.