Nella scelta di una nuova lavatrice per la propria abitazione, uno degli aspetti più importanti da tenere in considerazione sono i consumi di energia. I modelli più recenti, come noto, sono sempre meno energivori, ma ciò non toglie che sia importante affidarsi alla classificazione dell’efficienza energetica dei vari prodotti per essere consapevoli non solo del loro impatto ambientale, ma anche delle conseguenze che il loro utilizzo avrà dal punto di vista delle bollette. Per altro, non bisogna dimenticare che le lavatrici consumano, oltre alla corrente, anche acqua in quantità abbondanti: è per questo motivo che insieme con le lavastoviglie sono considerate, tra tutti gli elettrodomestici presenti in casa, quelle con l’impatto ambientale più elevato.

Le lavatrici a doppio ingresso

Il doppio ingresso per il carico dell’acqua è una delle soluzioni che negli ultimi tempi vengono adottate con una frequenza sempre maggiore; per quasi tutte le lavatrici tradizionali esso è singolo, e pertanto dedicato solo all’acqua fredda, mentre è doppio nei modelli più recenti, e quindi più ecologici. Si ha a disposizione, quindi, un ingresso per l’acqua calda insieme con un ingresso per l’acqua fredda, con benefici evidenti dal punto di vista del risparmio energetico. Se, infatti, l’acqua che viene introdotta nella lavatrice non ha bisogno di essere riscaldata, non occorre che la resistenza si attivi, e dunque non serve consumare la corrente elettrica per fare in modo che l’acqua fredda venga portata alla temperatura desiderata. Sul piano pratico, la differenza è evidente: si passa da 1 kw/h di consumo medio a 0.15 kw/h. Oltre a ciò, c’è da considerare l’utilizzo meno intenso dell’acqua (e pure dei detergenti).

Come funzionano le lavatrici smart

Oggi conviene ricorrere unicamente alle lavatrici smart, cioè dotate di comandi elettronici grazie a cui possono essere programmate da remoto e in anticipo. Un elettrodomestico di questo tipo, in sostanza, si può azionare da solo nell’orario che si decide. Come noto, le compagnie che si occupano dell’erogazione dell’energia elettrica differenziano le tariffe su base oraria, per esempio prevedendo prezzi più bassi per i consuminelle ore notturne: con una lavatrice smart, di conseguenza, si può impostare un lavaggio nel cuore della notte senza che si sia costretti ad alzarsi per accenderla e per spegnerla.

Il risparmio di acqua

Come si è detto, comunque, i modelli più recenti non favoriscono solo il risparmio di energia elettrica, ma permettono di contenere anche il consumo di acqua. Le lavatrici ecologiche, infatti, sono equipaggiate con un serbatoio speciale in virtù del quale possono accumulare l’acqua introdotta nell’elettrodomestico per l’ultimo risciacquo. Si tratta, pertanto, di acqua pulita, che in quanto tale può essere conservata in modo tale che la si possa impiegare di nuovo anche per i lavaggi seguenti. Si calcola che un sistema di questo tipo offre l’opportunità di risparmiare, nel corso di un anno, qualcosa come 2mila litri di acqua. Se si moltiplica questo dato per i milioni di utenti che potrebbero usufruire del riciclaggio dell’acqua di risciacquo, appare evidente il valore di questa funzione.

Tutti i segreti per risparmiare

Le lavatrici che vengono immesse sul mercato oggi, insomma, propongono una serie di accorgimenti che magari presi singolarmente possono sembrare di lieve entità ma che sommati gli uni con gli altri riescono a garantire un risparmio di energia, e quindi di denaro, molto consistente nel corso del tempo. Ciò non toglie che sul mercato le lavatrici ecologiche siano ancora affiancate da quelle tradizionali, che si caratterizzano per un prezzo più basso. Si tratta, dunque, di decidere se spendere meno subito o se accettare un costo un po’ più elevato avendo la consapevolezza che poi la spesa sostenuta sarà ammortizzata con il trascorrere dei mesi e degli anni. Pare, tra l’altro, che l’Unione Europea stia ricevendo pressioni dalle associazioni ambientaliste per rendere il doppio ingresso idrico obbligatorio su tutti i modelli di lavatrici: in questo modo, si stima, ci sarebbe una riduzione dei consumi di energia elettrica di circa il 30%.